RICONOSCIMENTO “BORGO ANTICO D OTRANTO” PATRIMONIO CULTURALE DELL’UNESCO QUALE “SITO MESSAGGERO DI PACE”

Si riporta con piacere, la comunicazione ufficiale dell’avvenuto riconoscimento da parte dell’Unesco,   del “Borgo Antico di Otranto” come Patrimonio Culturale dell’Unesco quale “Sito Messaggero di Pace”

FEDERAZIONE ITALIANA  CLUB E CENTRI UNESCO

Tel via Gian Paolo Orsini, 44, Firenze

oo39 055 572676 / 348 2627066/ fax oo39 055 583454     

            Email: presidente.ficlu.com // / marialuisastringa@gmail.com

            www. clubunesco.it

                   Il  presidente 

 

                                                                  Firenze, 15.07.2010

Al Presidente Club UNESCO di Otranto   

-     Mrs. Clare Stark

      Responsible of the program “Heritage for a Culture of Peace”

      “Monuments and Sites Messages of Peace”

        UNESCO – PARIS

                 -  Presidente Giovanni Puglisi

      Commissione Italiana UNESCO

                      R O M A

 

OGGETTO: “MONUMENTI E SITI MESSAGGERI DI UNA CULTURA DI PACE”

 

RICONOSCIMENTO ACCORDATO

Al Borgo Antico di OTRANTO

 

 

 “patrimonio testimone di una cultura di pace”

 

   Caro presidente,

Sono molto lieta di informarVi che la richiesta da Voi presentata al fine di dichiarare il

Borgo Antico di Otranto

 

“patrimonio testimone di una cultura di pace”,

secondo il programma  lanciato dall’UNESCO nell’anno 2000, ANNO per la Cultura di Pace,  è stata accolta.

Sono state prese in attenta considerazione le motivazioni storiche artistiche e sociali da Voi formulate.

Ci siamo soffermati in particolare sugli elementi che fanno di Otranto antica un luogo testimone dell’incontro delle culture delle civiltà come fondamento di pace. Abbiamo valutato positivamente il fatto che la città di Otranto sia espressione di valori tenacemente difesi nel difficile impegno per la costruzione del dialogo tra culture lontane tra loro.

 

Auspichiamo con Voi che la nomina del sito a “Patrimonio testimone di Pace” consenta alla collettività locale di ritrovare le sue importanti radici simboliche e storiche, e allo stesso tempo, a quanti visiteranno il Vostro splendido territorio, di condividere valori universali di pace, oggi troppo spesso perduti, in una dimensione che coinvolge i cittadini nella valorizzazione dei valori della tradizione, sulla quale oggi l’UNESCO richiama l’attenzione del mondo.

Come sapete, quello che conta in assoluto e con priorità perché un monumento sia dichiarato patrimonio di pace, non è il suo valore artistico, ma è il significato di pace che ha assunto e continua ad assumere nelle popolazioni locali o in quanti lo visitano. Siamo certi che nella storica città di Otranto saranno numerosi i visitatori che sapranno cogliere e sentire questi valori.

Sulla base di quanto convenuto con l’Ufficio dell’UNESCO che segue il programma, proprio questo impegno di azione per la pace, connesso con il monumento di cui si chiede il riconoscimento, inserito nella realtà storica e nello spirito della gente, in linea con l’atto costitutivo dell’UNESCO, è la prima condizione per l’attribuzione della qualifica che costituisce un impegno per la pace.

Si ricorda che la Federazione Italiana dei Club UNESCO, nell’accogliere l’invito lanciato dall’allora direttore Generale dell’UNESCO Federico Mayor, in apertura dell’anno per la cultura di pace, ha inteso aderire all’indicazione espressa di valorizzare la presenza sul territorio di realtà artistiche o naturali che, per la ricchezza dei valori di cui sono testimonianza, possono contribuire a costruire una cultura di pace.

Questi elementi sono presenti nella proposta che voi ci avete presentato, ed è pertanto con  piacere che l’abbiamo accolta.

Ne ho informato l’Ufficio responsabile per questo programma all’UNESCO, Divisione per la Cultura di Pace, e la Commissione Italiana per l’UNESCO.

Voi siete ora autorizzati ad apporre una targa, con un testo molto preciso che concorderemo, avendo presente  che il Club dovrà avere cura anche che l’immagine diffusa dai media non possa ingenerare l’interpretazione che si tratti di un inserimento nella lista del ‘patrimonio Mondiale UNESCO’, ma di un programma rispondente alle finalità di pace sopraindicate che l’UNESCO si è proposto. 

Ci terremo dunque in contatto per tutti i dettagli operativi.

Ho il piacere di ricordarvi che il valore del programma è stato riconfermato dal Consiglio Mondiale della Federazione, riunito a Ekaterinenburg, nell’agosto 2008, che lo ha indicato fra le priorità per l’azione dei Club UNESCO di tutto il mondo.

 

In attesa del piacere di incontrarci invio i più fervidi rallegramenti e auguri

                                  Marialuisa Stringa

Dr. Marialuisa Stringa

Presidente della Federazione Italiana

Club UNESCO e Responsabile per l’Italia

del Programma “Monumenti e siti testimoni di pace”

 

 

 

COMUNICAZIONE PER I GIOVANI

                                                              All’attenzione del Presidente del Club UNESCO

OGGETTO:  Conosciamoci Noi giovani dei Club e Centri Unesco della FICLU!.

Cari amici e colleghi,

 dopo l’elezione dei nuovi membri del Direttivo Nazionale, avvenuta ad Assisi nelle giornate della XXXI Assemblea Nazionale lo scorso Aprile, come nuovo consigliere eletto, con la presente lettera intendo innanzitutto presentarmi a quanti non mi conoscono, ma non voglio farlo semplicemente indicando i miei dati anagrafici, che troverete alla fine della presente missiva, ma tramite una presentazione vera e chiara delle iniziative che cercherò di portare a termine nell’ambito della rete Nazionale, concordate e già discusse durante l’ultima riunione del Direttivo tenutasi a Roma il 30 Aprile 2010.

Iniziative che riguarderanno prettamente la sfera giovanile dei nostri Club e Centri.

 Ritengo, come già detto in Assemblea, che i giovani all’interno della FICLU non possano essere semplicemente denominati come il “futuro” della nostra prospettiva associativa o come gli attori passivi su cui riversare le nostre attività locali, quando queste nostre attività vengono proposte a un pubblico proveniente dalle scuole del territorio in cui agiamo.

I giovani devono essere il “presente” della nostra associazione. Devono essere i protagonisti attivi e gli interpreti migliori delle nostre opere.

Affinché l’azione giovanile e l’impegno profuso sia reale e concreto da parte di questa componente, la presenza dei ragazzi nei Club deve aumentare. Quando sostengo questo, non parlo solo in termini numerici, poiché la “quantità” non necessariamente è sinonimo di riuscita o miglioramento, ma della “qualità”.

 Per tanto invito i presidenti dei Club e Centri Unesco a fornire all’indirizzo e-mail che troverete alla fine della presente comunicazione, un nome di un referente dei giovani (preferibilmente dai 15 ai 30 anni) per ogni club, con cui io possa cominciare un dialogo e organizzarmi.

Vorrei creare una rete che parta dalle idee e dalle necessità dei giovani associati, affinché il dinamismo e l’entusiasmo di questa parte della federazione non vada persa, ma impiegata secondo i principi della Federazione.

 Approfitto di questa occasione anche per annunciare in maniera preventiva, che sempre secondo direttive del Consiglio Nazionale, verrà organizzato un Forum Nazionale dei Giovani, di cui sarò il coordinatore nazionale, un’importante evento associativo durante il quale i giovani soci dei Club e Centri della FICLU potranno incontrarsi e confrontarsi sulle tematiche che animano l’azione di noi tutti. Rispetto a tale evento verranno presto inviate informazioni più precise e esaustive.

 Vi prego dunque di farmi avere al più presto dall’avvenuta ricezione di questa lettera una risposta  in modo da potermi attivare tempestivamente nelle comunicazioni relative alle attività nazionali pensate per i giovani, alle notizie e ai suggerimenti per la formazione della componente giovanile e soprattutto, all’organizzazione del Forum Nazionale Giovani a cui tutti saranno invitati a partecipare.

 Non esitate a contattarmi per qualsiasi informazione.

  Cordiali Saluti e Buon lavoro

   Paolo Lo Giudice

ALL’ATTENZIONE DEI SOCI

                    Istituto di Formazione della Federazione Italiana

                 Club e Centri Unesco  -  Erice 

 

A tutti i club e Centri  FICLU

Oggetto: link Istituto di Formazione e comunicazioni varie

Con la presente invitiamo i Club e Centri UNESCO  a inserire nei loro siti un link con l’Istituto di Formazione in modo che tutte le informazioni sull’Istituto possano essere recepite tramite Internet (http://www.clubunescoerice.it/istitutoformazioneficlu/sito/indexistituto.htm)

Con l’occasione si chiede a tutti i club e centri  che desiderano che le attività da loro svolte siano riconosciute  a livello nazionale e  pertanto che gli eventuali docenti partecipanti alle varie iniziative possano usufruire dell’esonero dal servizio ( CCNL , art 64), di inviare il file allegato alla presente  contenente  la scheda, debitamente compilata, all’indirizzo dell’Istituto: istitutoformazioneficlu@gmail.it.

In ogni riquadro della scheda dovrà essere  riportata una sola attività. La suddetta comunicazione dovrà pervenire entro e non oltre  i primi di luglio (per le attività che avranno luogo da settembre a dicembre) ed entro la fine di novembre (per le attività che si svolgeranno nel 2011.

Si coglie l’occasione per ribadire quali sono le principali attività dell’Istituto di Formazione:

Servizi offerti ai Club e Centri Unesco

Contatti con il MIUR

- Direzione Generale Personale Scolastico ( Corsi di formazione aventi carattere nazionale)

-Direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione (Concorsi a livello nazionale rivolti agli studenti di ogni ordine e grado)

Banca Dati Competenze  e Albo dei Formatori della FICLU

Aggiorna la Banca Dati Competenze e tiene i contatti con i club fornendo i nominativi degli esperti della Federazione.

Pubblica sul proprio sito  l’albo dei formatori della FICLU

Formazione

 Organizza corsi di formazione  per i soci dei club e dei centri unesco

Istituisce propri Dipartimenti

Autorizza  progetti nazionali proposti da singoli club o centri

Tiene aggiornato l’elenco delle attività di formazione aventi carattere nazionale

 Concorsi Nazionali

 Organizza annualmente e coordina almeno un concorso nazionale rivolto agli studenti di ogni ordine e grado di scolarità, compresi gli studenti universitari e organizza un convegno sulle stesse tematiche del concorso.

Il Direttore dell’Istituto di Formazione                                  La Presidente della FICLU

          Vincenzo Bandi                                                                Maria Luisa Stringa

 

ASSEMBLEA NAZIONALE

ASSEMBLEA NAZIONALE

 ASSISI, 9-10-11 aprile, 2010

PROGRAMMA

“Un cammino verso la pace: l’impegno culturale, sociale e di solidarietà dei Club UNESCO sul territorio”

Giovedì 8 Aprile

Arrivo nel pomeriggio membri del Consiglio Direttivo della FICLU, dello staff e di tutti i partecipanti che lo desiderano, nella sede dei lavori,Roseo Hotel Assisi, via Fratelli Canonichetti.

Ore 17:30, Riunione del Consiglio Direttivo

Per i partecipanti già presenti, eventuale riunione o tempo libero in Assisi

Ore 20:45, per tutti i presenti, partenza della navetta per la visita guidata agli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco, aperta eccezionalmente in orario serale accompagnati da Padre Luigi Marioli OFM-Conv. del Sacro Convento di Assisi

Venerdì 9 Aprile

In mattinata: Registrazione dei partecipanti  Roseo Hotel

Ore 10:30, Sala convegni Roseo Hotel

Inizio dei lavori dell’Assemblea

 Saluti istituzionali:

Francesco Bolletta, Presidente Club Unesco di Assisi

Gabriella Righi, Presidente Club Unesco di Foligno e Valle del Cliturno

Gianfranco Cesarini, Presidente Club Unesco Perugia – Gubbio

Marialuisa Stringa, Presidente Federazione Italiana Centri e Club Unesco

Approvazione dell’ordine del giorno dei lavori e degli incarichi connessi con lo svolgimento dell’Assemblea

Relazioni: Marialuisa Stringa, Presidente della FICLU

  •      Maria Luisa Costantini Fosco, Tesoriere della FICLU
  •      Renata Capria D’Aronco, Segretario Generale FICLU

Dibattito e approvazione delle relazioni

Organizzazione dei gruppi di lavoro sui temi comuni che verranno concordati

Ore 13:30, Pranzo incluso nella mezza pensione.

Ore 16:00, I partecipanti si sposteranno per mezzo di navette, offerte dal Comune, al Sacro Convento della Basilica di Assisi, dove si inaugureranno ufficialmente i lavori,nella Sala Papale

Ore 16:30,  Inizio dei lavori, aperti anche alla città

- Accoglienza da parte dei“Cantori di Assisi”

 Saluti istituzionali:

- Giuseppe Piemontese, Custode del Sacro Convento

- Claudio Ricci, Sindaco di Assisi

- Lucio Alberto Savoia, Segretario Generale della CNI

 -Marialuisa Stringa, Presidente della FICLU

 

Ore 9:00, Sala convegni del  Roseo Hotel

             -gruppi di lavoro

Ore 11:00, coffee break

       -gruppi di lavoro, in sessione congiunta e dibattito

Dalle 12.30, Inizio votazioni

Pranzo compreso nella mezza pensione

Ore 15:00, Chiusura delle urne.

Ore 15.30, Registrazione dei partecipanti al seminario di studio, valido per la formazione, dal titolo: “Le diversità culturali e la pace

              Ore 16:00, Introduce: Lucio Alberto Savoia, Segretario generale CNI

Ore 16:30, Rappresentante dell’UNESCO , direttore per i rapporti con i parlamentari e Clubs UNESCO” I club Unesco sul territorio per la Pace

Ore 17:00,  Silvia Guetta, Cattedra Transdisciplinare Unesco, Università degli Studi di FirenzeConoscersi e dialogare: esperienze di educazione alla cultura di pace in medioriente

Ore 17:30, Daniele Archibugi, Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, “Cittadini del mondo: verso una democrazia Cosmopolita”

Ore 18:45, Trasferimento con navette in Piazza San Pietro.

Ore 19:00, Spettacolo degli sbandieratori di Assisi.

Ore 21:00, Cena della Pace all’Hotel Giotto, Via Fontebella, 41

Brindisi per i membri del nuovo Consiglio Direttivo della FICLU

Domenica 11 Aprile

Colazione compresa nella mezza pensione

Ore 8:30, Sala Convegni del Roseo Hotel

-Rapporto dei gruppi di lavoro

-Dibattito e conclusioni dei lavori

Ore 9:30, Partenza di pullman o altri mezzi organizzati per Foligno, dove nello storico Palazzo Trinci, accolti dai personaggi in preziosi costumi della giostra della quintana, verrà inaugurata la Mostra di documentazione sui siti UNESCO, curata dell’ Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero dei Beni Culturali e inaugurata in anteprima nazionale dal Club UNESCO di Foligno.

Seguirà pranzo barocco  nella storica taverna di Palazzo Candiotti al prezzo concordato.

 

Per i partecipanti che lo desiderano potranno essere organizzate, anche nei giorni precedente e successivo al Convegno, visite, (extra) ai luoghi di Assisi, Perugia o Foligno.

SETTIMANA DELLA CULTURA

IV SETTIMANA DELLA CULTURA

OTRANTO, 31 LUGLIO – 9 AGOSTO 2011

“Proprio dove va a finire l’Occidente”

Per il IV° anno consecutivo, il club UNESCO di Otranto organizza la più importante rassegna culturale estiva del Salento. Dieci giorni di appuntamenti con oltre venti presentazioni di libri, 50 ospiti che si alterneranno nelle varie sezioni, incontri con autori del panorama locale, nazionale ed internazionale, con dibattiti, tavole rotonde, uno spazio per l’intrattenimento musicale, il reading, il teatro, la fotografia d’autore (grazie a Dino Longo), l’enogastronomia e persino la musica lirica. Il tutto con nomi di primo piano delle cultura tra cui Oliviero Beha, Livio Romano, Mario Desiati, Antonino Monteleone, Nabil Salameh (Radiodervish), Ilaria Cavo, Oliviero Malaspina, Elio Coriano, Maria Eloy Garcia e Nelson Martinico, alias Giuseppe Elio Ligotti.

Nell’ambito della manifestazione sarà anche assegnata la prima edizione del premio “Messaggero di Pace – Città di Otranto” un riconoscimento per chi si è particolarmente impegnato nella diffusione della cultura della pace e nella tutela dei diritti umani, insieme a delle sotto sezioni destinate a chi, in uno specifico settore della vita civile, si è contraddistinto per la propria vicinanza a tematiche che rappresentano i principi dell’Unesco. In questa prima edizione, il premio principale sarà conferito nella serata del 3 agosto.

La manifestazione è patrocinata dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce, dal Comune di Otranto, dall’Unione dei Comuni Terre d’Oriente, dal comune di Uggiano La Chiesa e dall’Apt. La manifestazione si divide accoglie una sezione “Aperitivi letterari” che verrà ospitata dal Maestrale di Otranto, dal 2 al 9 agosto. 4 anteprime nazionali e una prima uscita.

31 LUGLIO – ore 20 serata in collaborazione con l’Azienda “Molino del Salento” e con l’Istituto Professionale Ippsart di Otranto, sulla “Dieta Mediterranea, patrimonio dell’Unesco” con racconto enogastronomico sulla produzione della “pasta” salentina. Breve tavola rotonda sul tema con rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’imprenditoria enogastronomica locale (Paolo De Castro, parlamentare europeo, Dario Stefàno, assessore regionale, Francesco Tarantino “Molino del Salento”, Pino De Luca, giornalista esperto di cultura enogastronomica, Donato Episcopo, chef, Silvia Liaci, sociologa). Lo chef Donato Episcopo per l’occasione presenterà un piatto dedicato ad Otranto, città della pace.

1 AGOSTO – ore 20.30 Lory Larva, archeologa e giornalista di TeleRama, sul testo “Messapia, Terra tra due mari”. Ospite: Paolo Pagliaro, editore. Coordina Cristina Mariano, archeologa.

ore 21.15 Oliviero Beha, giornalista de “Il Fatto Quotidiano” e conduttore televisivo, con reading musicale sulla raccolta di poesie “Meteko”. Accompagnamento di Daniele Stefàno.

2 AGOSTO – Ore 18.30 aperitivo letterario con presentazione della sezione ed ANTEPRIMA NAZIONALE del libro “Nefrhotel. Mi hanno venduto un rene” con Giuseppe Cristaldi, edito da Promomusic.

Ore 20.30 incontro con Oliviero Malaspina, poeta e coautore di Fabrizio e Cristiano De Andrè per una “Vita in versi”. Nell’occasione, in ANTEPRIMA NAZIONALE verrà proposto un brano inedito del suo prossimo album.

A seguire, ANTEPRIMA NAZIONALE dello spettacolo teatrale “Nefrhotel. Mi hanno venduto un rene” con testi di Giuseppe Cristaldi e musiche di Donatello Pisanello (Officina Zoè) e la partecipazione di Angelo Urso (Trio d’Eau).

3 AGOSTO – Ore 18.30 aperitivo letterario con Pierluigi Mele sul testo “Ho provato a non somigliarti”.

Ore 20.30 Incontro con Mario Desiati, autore di “Ternitti” e finalista del Premio strega 2011.

A seguire consegna del PREMIO “MESSAGGERO DI PACE – CITTA’ DI OTRANTO”. Ospite: Nabil Salameh, voce dei “Radiodervish”.

4 AGOSTO – ore 18.30 aperitivo letterario con Lara Savoia e “I miei giochi scomposti”.

ore 20.30 incontro con Nelson Martinico, autore di “Dovevamo saperlo che l’amore”. Presenta Tonio Tondo, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ore 21.30 reading con la poetessa spagnola, Maria Eloy Garcia, autrice di “Cuanto dura quanto” (PRIMA NAZIONALE). Coordina Angelo Nestore, traduttore ed interprete.

A seguire omaggio musicale alla città di Otranto con Salvatore Cordella (tenore), Eliana Park (soprano coreana) e il Maestro Eliseo Castrignanò (al pianoforte).

5 AGOSTO – ore 18.30 aperitivo letterario con Giacomo Toma e “Sangue di nemico”.

ore 20.30 – Dibattito sulla libertà d’informazione. Ospite Antonino Monteleone, inviato di La 7.

A seguire, incontro con Livio Romano, autore de “Il mare perché corre”.

6 AGOSTO -  ore 18.30 aperitivo letterario con Mino Pica e “Cucina interiore”.

ore 20.30 incontro con Maria Pia Romano, autrice de “L’anello inutile” con accompagnamento musicale del maestro Vincenzo Tommasi. A seguire, proiezione del docu-film “Vinoamaro” di Pascal Pezzuto e presentazione della raccolta “Versi (di)vini” con racconto enogastronomico sul vino e la manifestazione “Calici di Stelle”.

7 AGOSTO – ore 18.30 aperitivo letterario con Maria Serena Camboa e “L’avvocato del Re”

ore 20.30 incontro con Alfredo Capone, autore di “E Pasculli segna ancora”.

Ore 21.30 incontro con Pietro Errede, magistrato ed autore del testo “Frode sportiva e doping”. Ospiti, l’ex arbitro e moviolista di Mediaset, Gianluca Paparesta, e Giovanni Semeraro, patròn del Lecce Calcio.

8 AGOSTO – ore 18.30 Aperitivo letterario con Irene Ester Leo ed “Io innalzo fiammiferi”.

ore 19.15 Aperitivo letterario con Tony Sozzo ed “Il buio delle volpi”.

ore 20.30 incontro con Ilaria Cavo, giornalista di Matrix ed autrice de “Il cortocircuito”. Ospite Pietro Errede.

9 AGOSTO – ore 18.30 aperitivo letterario con Elio Coriano e “Il lamento dell’insonne”.

Ore 21 Spettacolo di Danza a cura della Maestra Enza Bracciale e dei suoi allievi.

Per tutta la manifestazione arricchirà Largo Porta Alfonsina la personale del maestro fotografo Dino Longo dal titolo “Scatti d’autore”, con immagini moderne e foto d’epoca, a partire dal 1900.

SEGNALAZIONE AL FAI DELLA GROTTA DEI CERVI

La Grotta dei Cervi di Porto Badisco tra i luoghi del cuore del Fondo Ambiente Italiano: è questo l’auspicio del Club Unesco di Otranto, che, raccogliendo l’invito del Fai, il quale annualmente interviene con un programma di tutela e protezione dei Siti più segnalati dai cittadini, ha scelto di promuovere, su iniziativa del presidente, Enrico Risolo, come “luogo del cuore” il prestigioso sito archeologico della città dei Martiri, individuato sulla litoranea che porta alla frazione di Porto Badisco, che rappresenta il più grande complesso artistico neolitico esistente in Europa.

Lo scopo de “I luoghi del Cuore” è quello di dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne un futuro: si tratta in sostanza di un censimento nazionale, che il Fondo Ambiente propone in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per richiedere ai cittadini l’indicazione di realtà artistiche, che meritano di essere conservate intatte per le generazioni future: un progetto con l’obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del patrimonio sia monumentale che naturalistico, con cui sollecitare le Istituzioni locali e nazionali competenti ad una effettiva salvaguardia dei beni in questione.

Il Comune di Otranto ha accolto con favore la proposta del locale Club Unesco, aderendo all’iniziativa e segnalando sul sito istituzionale le modalità attraverso cui esprimere la propria preferenza per la Grotta dei Cervi. Và ricordato come lo stesso comune avesse presentato in Area Vasta un progetto di fruizione virtuale del percorso Paleontologico, pensato in collaborazione con l’Università del Salento e per il quale erano stati previsti dei fondi, poi spostati su altri beni, in una successiva e nuova distribuzione delle risorse. Per votare, bastano poche semplici indicazioni: occorre collegarsi con il sito web www.iluoghidelcuore.it, cliccare sulla finestra “segnala il tuo sito del cuore”, digitare la provincia e il comune del luogo da segnalare, e cliccare fra i luoghi che appariranno quello più gradito.

SETTIMANA DELLA CULTURA

IL  CLUB  UNESCO  DI  OTRANTO

in collaborazione con

COMUNE  DI  OTRANTO – PROVINCIA  DI  LECCE

presenta:

“LA SETTIMANA DELLA CULTURA”

Dal 3 agosto al 8 Agosto

Ore 20,30

Presso Largo ALFONSINA

3 agosto Pietro Andrea Annicelli  e  Roberto Lorusso

“Metti a Emiliano”       (Marsico  libri)

4 agosto Manlio Castronuovo  e  Pecci Giancarlo

“Vuoto a perdere”      (Besa editore)

Giancarlo Picci

“La Luna e il Garofano Rosso”       (Raggio verde editore)

5 agosto Luciano Garofano

“Assassini per caso” -  Luci ed ombre sul delitto di Perugia    (Rizzoli editore)

“il processo imperfetto”   La verità sul caso Cogne                       (rizzoli editore)

6 agosto Paolo Cucchiarielli

“Il segreto di Piazza Fontana”     (Ponte alle Grazie editore)

Stefania Limiti

“L’anello della Repubblica”         (Chiarelettere)

7 agosto Pierluigi Mele

“Da quì è tutto lontano”                (Edizioni Lupo)

Annunziata Sgura

“L’uomo venuto dal mare”                (Schena  editore)

8 agosto Silvia LIACI

“La Pietra – Centro del mondo”

Alessandro Torsello

“Documentario sulla vita di Don Tonino Bello”

Per  informazioni:

Ufficio Stampa  Tel. 339.8514184                          e-mail: clubunescootranto@alice.it

Il borgo antico di Otranto “Sito messaggero di Pace”

Il borgo antico di Otranto diventa “Sito Messaggero di Pace” e stasera andrà in scena l’attesa manifestazione di scopertura della targa a testimonianza dell’evento. Un prestigiosissimo riconoscimento alla città di Otranto, che viene guardata come simbolo messaggero di valori positivi e luogo protagonista di una una storia fatta di incontri di genti e culture differenti, di destini intrecciatisi in una specifica area del Mediterraneo.

COMUNICAZIONE

                                 2010 Anno Internazionale della Biodiversità
Parlando di biodiversità spesso pensiamo ad immagini affascinanti di animali e piante, ma il ruolo vitale della biodiversità per il benessere umano ed il mantenimento della vita sulla terra ci è meno familiare.
La biodiversità fornisce cibo, acqua, medicine, energia, materie prime e tanti altri servizi vitali per l’uomo e per il pianeta. Sono benefici fondamentali che vengono offerti spontaneamente dagli ecosistemi naturali e dipendono dalla “varietà” che li arricchisce e permette il loro evolversi.La biodiversità è gravemente minacciata dalle attività economiche insostenibili, così come dalla crescita della popolazione, dai consumi eccessivi, dall’urbanizzazione incontrollata, dallo sfruttamento dei suoli e dalla diffusione di specie invasive.L’UNESCO è uno dei partner principali del 2010 Anno Internazionale della Biodiversità , proclamato dalla Nazioni Unite per ricordare il ruolo fondamentale della biodiversità e l’urgenza di arrestarne la perdita.

In occasione dell’Anno della Biodiversità la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO lancia un’iniziativa finalizzata a ricordare che la difesa della biodiversità passa in primo luogo attraverso l’impegno della scuola, dell’università e di tutte le sedi della formazione e della cultura.

Questo è il messaggio contenuto nella Dichiarazione Per una cultura della biodiversità, promossa dalla Commissione Italiana UNESCO in collaborazione con le principali organizzazioni che aderiscono al Decennio ONU per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile : FAO/ERP (Education for Rural People Partnership), Federparchi, Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA), Legambiente, WWF, Società Geografica Italiana, tra gli altri.

Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è Marcia Theophilo, poetessa brasiliana candidata al Premio Nobel e nota in tutto il mondo per la sua battaglia “poetica” per salvare la foresta Amazzonica.

INCONTRO CON L’AUTORE

 

In collaborazione  con  l’Associazione “Music…ando”

Nell’ambito della Rassegna  letteraria

 “Incontro  con  l’autore”

Presenta

“A Sud.

Nei giardini dell’anima,

tra voci, racconti, note e ironia”

Otranto  15  Maggio  2010  Ore  19.30

Largo  Alfonsina

incontro con

Antonello  D’Attoma 

Allieteranno  la serata

I Tamburellisti di Otranto

Maria Lucia LEVA con la sua voce

Paola  MUSIO  con il suo violino

E direttamente da “Colorado Cafe’”

Martino  MEULI

Per informazioni:

clubunescootranto@alice.it                                    www.unescootranto.wordpress.com 

Ufficio Stampa      Tel. 339.8514184

COMUNICAZIONE

Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO Associata alla Federazione Mondiale – Ufficio di Presidenza

Abbiamo il piacere di trasmettere quanto in oggetto.

—–Messaggio originale—–
Da: calendar-events@unesco.org [mailto:calendar-events@unesco.org]
Inviato: giovedì 22 aprile 2010 15.30
A: calendar-events-fr@lists.unesco.org
Oggetto: [UNESCO: Le calendrier des manifestations culturelles] Colloque à l’UNESCO le 28 avril 2010

 

Bureau

de l’information

du public

Colloque

Espoirs et réalité

20 ans de nouvelles démocraties en Europe Centrale dans la perspective des quatre pays du Groupe de Visegrád

Le 28 avril 2010, de 15 h 30 à 18 heures


 

Invitations : 01 45 68 35 32 • dl.hungary@unesco-delegations.org

Colloque organisé en partenariat avec le Centre d’études et de recherches internationales (CERI), Unité Mixte de Recherche Sciences Po – CNRS.

Programme

Ouverture : Sous directeur général de l’UNESCO

Introduction : M. Christian Lequesne, Directeur du CERI

Modérateur et clôture : M. Jacques Rupnick, Directeur de recherches du CERI

Intervenants

M. Pavol Demeš, Directeur de « The German Marshall Fund », ancien Ministre des Affaires étrangères, Slovaquie

M. Jiři Dienstbier, Sénateur, ancien Ministre des Affaires étrangères, République tchèque

Prof. Ferenc Miszlivetz, Sociologue, Chaire Jean Monnet de l’Institut pour les études sociales et européennes, Hongrie

Prof. Edmund Wnuk-Lipiński, Recteur de Collegium Civitas, Varsovie, Pologne.

Accès sur invitation, dans la limite des places disponibles.

 Maison de l’UNESCO, Salle IV, 7 place de Fontenoy, Paris 7e

Métro : Ségur (ligne 10), Cambronne (ligne 6).

Bus : 28, 80

Porta Alfonsina

Panorama

Lago di Bauxite

Castello

Monumento ai caduti

Panorama

Arcobaleno

COSTITUZIONE

LE FINALITA’

In data 28/08/2008, nell’atrio del Castello Aragonese di Otranto, è stato formalmente costituito il Club UNESCO OTRANTO.

Il Club, che ha sede in via delle Torri 24,   è costituito da soci che svolgono attività di volontariato.

Il Club promuove iniziative volte alla diffusione e all’attuazione sul territorio degli ideali d’azione dell’UNESCO, favorendo il dialogo per la comprensione internazionale nei campi di interesse prioritari dell’ONU e dell’UNESCO.

Il Club favorisce il dialogo e la comprensione fra i popoli e le diverse culture, attraverso incontri tematici aperti al pubblico dibattito, cercando di eliminarei rischi di incomprensioni e di rigidità ideologiche, avviando processi di condivisione dei principi di fondo che ci accomunano come persone e cittadini del mondo.

Il Club persegue la formazione che abbia le connotazioni etiche e orali, nel rispetto delle differenze e delle ideologie e la conoscenza dell’O.N.U. e delle sue agenzie, in particolare dell’UNESCO, che si occupa dell’educazione, della scienza e della cultura, facendolo diventare un percorso essenziale per la crescita delle giovani generazioni.

Fra le attività in programma, il Club si propone di :

- Conseguire il riconoscimento della città di Otranto quale Patrimonio dell’Umanità, e il   riconoscimento della sua Cattedrale quale “Sito Messaggero di Pace”.  A tal fine collaborerà con tutti gli enti e le organizzazioni esistenti nel territorio;

- Diffondere la memoria storica della città e del suo territorio;

- Costituire gruppi di ricerca sui principi etici che stanno alla base della cultura, dell’educazione e delle scienze;

- Diffondere gli ideali e l’azione dell’UNESCO presso le giovani generazioni, migliorandone le condizioni socio-economiche,assumendo le opportune iniziative in ambito sociale;

 

 IL PRESIDENTE

 

Enrico  RISOLO

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI

LA  DICHIARAZIONE  UNIVERSALE 

DEI  DIRITTI DELL’UOMO  E  DEL  CITTADINO

(ADOTTATA DA TUTTE LE NAZIONI  IL  10 DICEMBRE 1948)

 

La Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo Statuto steso nel 1945
In quanto Dichiarazione di principi dell’Assemblea generale, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’organizzazione.                                                                                                                                                  Tuttavia ai diritti ed alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell’ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili alle stregua di principi inalienabili del diritto internazionale generale (jus cogens).                                                                                                                                                                         La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano. Idealmente, la Dichiarazione è il punto di arrivo di un dibattito filosofico sull’etica e i diritti umani che nelle varie epoche ha visto impegnati filosofi quali John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Voltaire, Immanuel Kant, Nietzsche fino a quelli contemporanei fra cui il filosofo Jacques Maritain che partecipò di persona alla stesura della Dichiarazione.                                                                                                             Non si deve dimenticare poi l’importanza che ha avuto la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell’uomo) sono confluiti in larga misura in questa carta. Fondamentali infine, nel percorso che ha portato alla realizzazione della Dichiarazione, sono i Quattordici punti di Woodrow Wilson (1918) e i quattro pilastri delle libertà enunciati dalla Carta atlantica di Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill del 1941. Alla Dichiarazione sono poi seguiti il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, elaborati dalla Commissione per i Diritti dell’Uomo ed entrambi adottati all’unanimità dall’ONU il 16 dicembre 1966.

La Dichiarazione è la base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, e costituisce l’orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, confluita poi nel 2004 dalla Costituzione europea.

Strutturazione della Dichiarazione

La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell’uomo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali.
La Dichiarazione può essere suddivisa in argomenti:

  • il preambolo enuncia le cause storiche e sociali che hanno portato alla necessità della stesura della Dichiarazione;
  • gli articoli 1-2 stabiliscono i concetti basilari di libertà ed eguaglianza (già sanciti dalla Rivoluzione francese);
  • gli articoli 3-11 stabiliscono i diritti individuali;
  • gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell’individuo verso la comunità (anche qui rifacendosi a un dibattito filosofico che va da Platone ad Hannah Arendt);
  • gli articoli 18-21 sanciscono le cosiddette “libertà costituzionali”, quali libertà di pensiero, opinione, fede e coscienza, parola, associazione pacifica;
  • gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali;
  • i conclusivi articoli 28-30 stabiliscono le modalità generali di utilizzo di questi diritti e gli ambiti in cui tali diritti non possono essere utilizzati.

Gli articoli completi
Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.  Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.

Articolo 6

 Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale gli venga rivolta.

Articolo 11

 Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato realizzato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.  Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

 Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21

Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.  Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve sere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.  Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.  Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.  Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.  La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.  L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.  Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.  Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.  Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

SETTIMANA DEL LIBRO

Nella ricerca delle tradizioni,  della propria cultura e della propria storia,

il Club Unesco di Otranto

Con il Patrocinio del Comune di Otranto

organizza:

 

“LA SETTIMANA DEL LIBRO 

Incontro con l’autore

OTRANTO   20 AGOSTO  -  25  AGOSTO

Largo  Alfonsina  Ore  20,30

 

PROGRAMMA

20    Agosto       I Leoni di Messapia II – Il Cerchio di fuoco    (Fernando SAMMARCO)

21    Agosto       Lo strano caso di Federico II      (Marco BRANDO)

22    Agosto      The Heat of Kashmir  (Kash Gabriele TORSELLO)

23    Agosto      Communism:  Bed & Breakfast e altre storie   (Raffaele GORGONI)

25    Agosto   La luce degli Ideali -   La dichiarazione universale dei diritti umani”     (Silvia LIACI)

 Introdurrà le serate il giornalista Mauro BORTONE,  vice-presidente del Club Unesco di Otranto.

COMUNICAZIONE

IL CONSIGLIO  ESECUTIVO DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI CLUB UNESCO E IL CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL TEMA  “PATRIMONIO E PACE”, TENUTI IN EGITTO                                                                                                   

   ALESSANDRIA , 13-17 LUGLIO 2009

 

 

SI  È TENUTA AD ALESSANDRIA D’EGITTO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO ESECUTIVO  DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DEI LUB E CENTRI UNESCO, SEGUITA DAL  CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL PATRIMONIO UNESCO E LO SVILUPPO SOSTENIBILE PER LA PACE, ORGANIZZATO DALLA FEDERAZIONE ARABA DEI CLUB E CENTRI UNESCO CON IL SOSTEGNO E IL CONTRIBUTO DELL’UNESCO,

 

.I LAVORI SI SONO TENUTI NELLA RINATA BIBLIOTECA ALEXANDRINA CHE OGGI UNISCE ALL’’UTILIZZO DELLE PIU’ AVANZATE  TECNOLOGIE NELLA DOCUMENTAZIONE, ILLUSTRATE DAL DIRETTORE  PROFESSORE ISMAIL SERAGELDIN, UN MUSEO  CHE CUSTODISCE  MANOSCRITTI ECCEZIONALI, NELLE SEZIONI DI STORIA, RELIGIONI, LOGICA, FILOSOFIA, ASTRONOMIA FINO AL SULPICIUS DI GALILEO.

 

I DUE EVENTI  HANNO ASSUNTO NOTEVOLE IMPORTANZA PER la FMACU   E PER L’UNESCO CHE LI HA SEGUITI DIRETTAMENTE ATTRAVERSO IL DIRETTORE DELL’UFFICIO PER I RAPPORTI CON I PARLAMENTARI E I CLUB UNESCO  VLADIMIR KNOUCHIRENKO, RAPPRESENTANTE  DEL DIRETTORE GENERALE DELL’UNESCO.

QUESTO INTERESSE HA VOLUTO SOTTOLINEARE, COME HA RIPETUTO Mr;  KNOUCHIRENKO, L’IMPORTANZA DEL RUOLO CHE L’ORGANIZZAZIONE  ATTRIBUISCE DA OLTRE 60 ANNI  AI CLUB UNESCO CHE CONSIDERA  GLI  INTERPRETI DEL SUO MESSAGGIO NELLA SOCIETA’ CIVILE, L’UNICA ONG AUTORIZZATA DAL SUO UFFICIO LEGALE A PORTARNE IL NOME.

 

I DUE EVENTI  HANNO INDICATO LINEE OPERATIVE PER IL LAVORO DEI CLUB UNESCO NELLE DIVERSE REALTA’ MONDIALI, RICONFERMANDO LE FINALITA E I PROGETTI OPERATIVI PRIORITARI, GIA APPROVATI NEL CORSO DEL CONSIGLIO ESECUTIVO TENUTO NELL’AGOSTO DELL’ANNO SCORSO A EKATERINENBURG.  IN PARTICOLARE  SI E’ ANCORA EVIDENZIATA L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE DEI FORMATORI NEI CLUB UNESCO, E ATTRAVERSO LORO, DEI GIOVANI E DEI DOCENTI, SUI TEMI PIU URGENTI CHE SI PONGONO NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA, COME I DIRITTI UMANI, IL RISPETTO DELLE TRADIZIONI CULTURALI, SOCIALI, STORICHE,  NELLE  LORO DIVERSE ACCEZIONI E  IN RAPPORTO  CON  LE  DIVERSE REALTA’  IN CUI  OPERANO –

 

IN QUESTA DIMENSIONE E’ STATO ANCHE CONSIDERATO L’IMPEGNO DEI CLUB UNESCO  CON RIFERIMENTO AI  PROBLEMI DELLO SVILUPPO  SOSTENIBILE E DEL PATRIMONIO, ANCHE E  IN PARTICOLARE N ELL’OTTICA DELLA CONSERVAZIONE E DELLA TUTELA DEI BENI ARTISTICI, NATURALI, IMMATERIALI .

 

 AI PROBLEMI CONNESSI CON IL PATRIMONIO E LO SVILUPPO LA FEDERAZIONIE ARABA, D’INTESA CON LA FEDERAZIONE MONDIALE, HA VOLUTO DEDICARE UN CONVEGNO INTERNAZIONALE,  CON LA PARTECIPAZIONE DI ESPERTI DELL’ UNESCO E DEI DIVERSI PAESI, A COMINCIARE DALL’EGITTO. DI GRANDE INTERESSE L’ANALISI DEI  PROBLEMI DELLA COMUNICAZIONE NELLA SALVAGUARDIA DEI TESORI DELLA CULTURA E DELLA STORIA, ILLUSTRATI DAL DIRETTORE  DELLA BIBLIOTECA, PROF. ISMAIL SERAGELDIN. 

 

L’ATTENZIONE E’ STATA PORTATA  IN PARTICOLARE SUI PROBLEMI DEL TURISMO IN UNO SVILUPPO CHE SIA COMPATIBILE CON LA SALVAGUARADIA DEL PATRIMONIO ARTISTICO, NATURALE, AMBIENTALE, IMMATERIALE, CON UN’APERTURA  VERSO LE NUOVE POSSIBILITÀ OFFERTE AI GIOVANI., ANCHE NEL SETTORE AMBIENTALE  E DELL’AGRICOLTURA

 

L’ITALIA E’ STATA PRESENTE  CON SUCCESSO A QUESTO INCONTRO, CON LA PRESIDENTE MARIALUISA  STRINGA,  MEMBRO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO MONDIALE E PRESIDENTE ONORARIO DELLA FEDERAZIONE EUROPEA, LA PRESIDENTE DEL CENTRO UNESCO DI TORINO, MARIA PAOLA AZZARIO,  VICE PRESIDENTE PER L’EUROPA DELLA FEDERAZIONE EUROPEA; UN CONTRIBUTO SOSTANZIALE E CHE CI ONORA E’ STATO OFFERTO DA ALESSANDRO CIAMBRONE VICE PRESIDENTE DEL CLUB DI CASERTA, CHE  TROVANDOSI  A PARIGI COME VINCITORE DI UNA PRESTIGIOSA BORSA DELL’UNESCO IN CAMPO MANAGERIALE , HA COLLABORATO CON LA SEGRETERIA GENERALE DELLA FEDERAZIONE MONDIALE.

PRESENTI INOLTRE COME OSSERVATORI CINQUE GIOVANI STAGISTI PRESSO LA PRESIDENZA DELLA FICLU, A FIRENZE, DI CUI UNO FRANCESE E UNO SPAGNOLO.

COMUNICAZIONE

FEDERAZIONE ITALIANA  CLUB  CENTRI UNESCO

via Gian Paolo Orsini, 44, Firenze

Tel 0039 055 572676 / 348 2627066/ fax 0039 055 583454     

 Email: presidente.ficlu.com // / marialuisa stringa@gmail.com

 

       il  presidente

                                                                 

                                                                                                             Firenze, 14, 8, 2009

            Cari amici,

                              mentre il mese di agosto vi consente una tregua, so che troverà nuovo slancio la ripresa delle vostre attività.  Augurandovi di proseguire il vostro lavoro, in linea con le finalità e gli obiettivi indicati dall’UNESCO, vi faccio pervenire alcune indicazioni per il programma di lavoro annuale che tutti i Club e Centri  definiranno nella prima riunione del loro consiglio programmatico; due proposte, in particolare, per la loro urgenza,  esigono da parte vostra rapida attenzione.

SVILUPPO SOSTENIBILE: SETTIMANA ESS DELLA CITTA’ E DELLA CITTADINANZA PROCLAMATA DALLA COMMISSIONE ITALIANA UNESCO – 9 – 15 novembre 2009: documenti inviati dalla responsabile  dott.ssa  Rolle;  si richiama la vostra attenzione sulla scadenza della domanda di partecipazione,  fissata al 5 Ottobre

( in allegato)

 

SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI (21-29 NOVEMBRE ’09)  European Week for Waste Reduction 2009

 

al cui Comitato promotore la.CNI Unesco partecipa sulla scia della passata edizione della Settimana Unesco ESS.

Si richiama la vostra attenzione sulla possibilità di partecipare a questo programma inserendolo nella vostra programmazione annuale

La prima edizione ufficiale della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (European Week for Waste Reduction – EWWR) si terrà, anche in Italia, dal 21 al 29 novembre 2009 per promuovere azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti e porre in evidenza l’impatto dei nostri consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici

 sensibilizzare  sulle strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/CE).

DIRITTI UMANI: CONCORSO NAZIONALE A PREMI CHE VIENE BANDITO DAL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE CON LA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CLUB UNESCO ALLA QUALE E’ AFFIDATA LA RESPONSABILITA. SU TUTTO IL TERRITORIO CON IL  NASCENTE ISTITUTO DI FORMAZIONE PER L’INSEGNAMENTO DEI DIRITTI UMANI

 

I dettagli di questo concorso che coinvolgerà tutti i Club e Centri  UNESCO italiani per l’organizzazione, a livello locale, provinciale e regionale, vi saranno comunicati dopo il Consiglio Direttivo della Federazione che si riunirà a Erice il prossimo 11 settembre.

 

VI RICORDO I “ TEMI DI LAVORO COMUNE”  PROPOSTI DALL’ASSEMBLEA GENERALE TENUTA A CAGLIARI, A CONCLUSIONE DEI LAVORI DI GRUPPO, ( già citati nella mia circ 4 /2009 dopo CAGLIARI):

 

     ■ trent’anni della Federazione italiana, in vista della preparazione di una brochure che testimoni  la nostra  storia e l’azione realizzata nei principali campi d’azione: educazione, diritti umani, cultura, patrimonio, comunicazione, lettura, scienze,  (coordinato dalla Presidente  Stringa) ;

     ■  programma per lo sviluppo sostenibile, coordinato dalla presidente del Centro UNESCO di Torino, Maria Paola Azzario Chiesa);

     ■  diritti umani, anche in rapporto con l’Istituto di Formazione dei Club UNESCO  (coordinato dal presidente del Club UNESCO di Erice,  Vincenzo Bandi;

    ■ artigianato con riferimento al lavoro in corso in diversi club italiani, (coordinato dalla presidente del Club UNESCO di Barletta,  Silvia Liaci)

A  NORMA DELLO STATUTO E REGOLAMENTO, DELLA FICLU. QUESTE proposte di ‘programmi comuni’ sono intese come  indicazioni per un lavoro che puo’ unire operativamente i club e centri membri della federazione:   questi potranno comunque scegliere i temi di lavoro che  riterranno piu’ rispondenti all’interesse e alle  condizioni socio economiche culturali locali,  purché sempre e assolutamente in linea con gli ideali e gli obiettivi prioritari indicati dall’UNESCO, che sono la ragione d’essere dei Club   sul territorio                                                                                                                                            

 

 NOTIZIARIO  DALLA FEDERAZIONE MONDIALE

     ■ riunione del Consiglio Esecutivo della Federazione Mondiale tenuto ad Alessandria d’Egitto, nei giorni 12-13 luglio u.s., nella sede della storica Biblioteca di Alessandria, ricostruita dall’UNESCO con un impegno degli Stati membri.

      ■ Sul tema “patrimonio mondiale, sviluppo e pace” si è tenuto in Luglio, nella stessa sede di Alessandria d’Egitto,  un convegno internazionale organizzato dalla Federazione Araba dei Club UNESCO che ha fatto  seguito al Consiglio Esecutivo. .

    Allego in merito un comunicato sintetico riassuntivo. Un più ampio comunicato è in corso di pubblicazione sulla rivista internazionale “I siti” ( del Comitato Italliano delle  Città Patrimonio UNESCO a firma del nostro Alessandro Ciambrone che ha offerto una sostanziale collaborazione nell’organizzazione del Convegno e come relatore-

 

NOTIZIE DALL’UNESCO

■ ritengo che potrà certamente esservi utile nella programmazione del vostro lavoro il significativo  messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO  nella ricorrenza della Giornata Internazionale dei Giovani “ Youth International Day” il 12 agosto,, sul tema “sviluppo sostenibile e giovani” che vi allego in traduzione italiana

■ La Conferenza generale dell’UNESCO, il momento più importante nella vita dell’Organizzazione, che riunisce i delegati di tutti gli Stati membri per l’approvazione del piano d’azione biennale, quinquennale o decennale, in tutti i campi d’azione più urgenti nel mondo intero in cui si articola l’impegno dell’UNESCO e tento conto delle proposte operative presentate, si tiene a Parigi dal 6 al 21 ottobre 2009. Le lingue di lavoro sono esclusivamente quelle dell’Organizzazione: francese, inglese, spagnolo, russo, arabo, cinese

La partecipazione è riservata ai delegati o ad osservatori  accreditati, in numero molto limitato, ovviamente a proprie spese; pertanto, solo questi possono accedere alla sede dell’UNESCO, nel periodo dei lavori 

 

Con l’augurio di buon lavoro, invio a tutti i più cordiali saluti,

                                                                       Marisaluisa Stringa

NOTIZIE DALLA STAMPA

http://www.perlapace.it/index.php?id_section=97&id_iniziativa=943

http://www.comune.otranto.le.it/eventi/dettagli.php?id_elemento=278&nome_modulo_corrente=evento&i=23&parola_chiave=&data_dal=&data_al=&data_fine_dal=&data_fine_al=

http://www.otrantoinfo.it/ad-otranto-si-costruisce-la-pace.html

http://www.galatina2000.it/Cultura-Spettacolo/a-otranto-la-prima-edizione-della-settimana-del-libro-e-della-cultura.html?change_font=small

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=12413

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=10686

Otranto – Monumento ai caduti

Giornata contro la discriminazione razziale

 La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO nella

Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale

“L’unica razza che conosco è quella umana” (Albert Einstein)

 

Nel 1966 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale. Tale data venne scelta per commemorare il giorno del 21 marzo 1960, quando la polizia di Shaperville, nel Sud Africa, aprì il fuoco ed uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro il regime dell’apartheid.

 

Per l’occasione la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO organizza a Roma, il 22 marzo, alle ore 9, presso l’Istituto Benedetto Croce (viale B. Bardanzellu 7, Roma), un incontro con gli studenti di alcune scuole romane finalizzato a sensibilizzare i ragazzi sul diritto a non essere discriminati in base alla propria origine – un diritto riportato ormai in tutti i documenti internazionali sulla tutela dei diritti umani – e a dar loro l’opportunità di confrontarsi attivamente sulle problematiche più attuali e delicati ad esso connesse.

L’evento si pone a completamento degli incontri sulle tematiche dei diritti umani avvenuti nei mesi di dicembre e di febbraio, e vede il coinvolgimento della Scuola Media Statale Alberto Sordi, del Liceo scientifico e classico Benedetto Croce, del 126° circolo didattico Iqbal Masin e coro multietnico Sestavoce e della Scuola Media Statale Johann Joaquin Winckelman.

Il programma prevede l’esibizione di alcuni artisti – Thierry Valentini e Mustapha Mbengue e gli interventi dell’artista e filosofo Filomeno Lopes, di esperti di UNICEF (Daunia De Luca), della Caritas Diocesana di Roma (Miriam Lani e Serena Chiodi) e della Commissione Italiana UNESCO (Fabrizio Calabresi).

 

Per ulteriori informazioni:

dott.sa Antonella Cassisi

Unesco – Commissione Nazionale Italiana

Tel 066873713/6873723 – int 200

E-mail: antonella.cassisi@esteri.it; gabrielemaniscalco@libero.it

SEDE SOCIALE

Club Unesco Otranto

Via delle Torri  24

73028  Otranto (LE)

clubunescootranto@alice.it

INCONTRO CON L’AUTORE

 

 

CON  IL  PATROCINIO  DEL  COMUNE  DI  OTRANTO 

nell’ambito  della  rassegna

“Dentro i linguaggi della Comunicazione

— Cause  ed  effetti”

Presso Il castello aragonese di Otranto

venerdì  5 marzo 2010

Ore 18,00

 

PRESENTA:

 

—– Incontro con  l’autore —–

 

“Vuoto a Perdere”: gli effetti della comunicazione nel caso Moro.

 

Interverranno:

Luciano  Cariddi, Sindaco di Otranto;

Manlio Castro Nuovo, autore del testo;

Giovanni Pellegrino, senatore,  ex presidente della provincia di lecce

Luigi Spedicato, sociologo presso l’università degli studi di lecce

Giacinto  Urso,   difensore civico provincia di lecce

Per informazioni

e-mail: clubunescootranto@alice.it                    

Ufficio  Stampa  Tel. 339 8514184

ATTIVITA’ DEL CLUB UNESCO DI OTRANTO

11 Ottobre 2008              Incontro-dibattito

                                        “Costruiamo la Pace”  -  Rassegna di riflessioni sui diritti umani e  sulla

                                                   coscienza storica  di Otranto, Porta d’Oriente, quale  messaggio di pace.

 

18 Ottobre 2008              Partecipazione “PROGETTO  CERAMICA”   a  GROTTAGLIE (TA)

31 Ottobre 2008              Incontro-dibattito

                                          “Costruire la pace, l’obiettivo culturale e la sfida del Club  Unesco” 

                                                   Apertura Rassegna -

10 Dicembre 2008          Celebrazione 60° anniversario dichiarazione universale dei diritti umani

                                           “Sessant’anni dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo: costruire  la pace

                                                   tra storia   conquiste, prospettive e criticità”.

16 Gennaio 2009           Convegno sui diritti degli Italiani all’estero

8 Marzo  2009               Convegno sui diritti delle donne

21 Marzo 2009              Celebrazione Giornata mondiale della Poesia

                                      (1° Concorso di Poesia destinato alle scuole Primarie e secondarie)

21 e 22 Maggio 2009    Convegno sul tema: Diritto di informazione e libertà di stampa

20 – 25 Agosto 2010     Incontro culturale:  “La Settimana del libro”

PROGETTI  REALIZZATI

Progetto “Zio Diritto e Nonna Costituzione”

- Ciclo di incontri con la scuola elementare Paritaria “Maestre Pie Filippini” di Otranto sui diritti umani

Collaborazione con il “Centro Studi Terra D’Otranto” nel “Progetto Pantaleone”

- Corso di formazione per favorire la conoscenza del messaggio del Mosaico pavimentale della cattedrale di  

  Otranto, destinato a giovani salentini.

STORIA DELLA CITTA’ DI OTRANTO

 

 

 

BREVE   STORIA   DELLA  CITTA’  DI   OTRANTO

 

 

“I riverberi, i luccichii, i soffi dei due mari sembrano quasi incontrarsi a mezz’aria. Così tutto si presenta lucido, come se fosse avvicinato da un effetto ottico, ed insieme ingannevole. Sembra anche di essere sul mare se si alzano gli occhi, contemplando le nuvole che galoppano velocemente tra l’Adriatico e lo Ionio. Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, è pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero “.

 Guido Piovene -viaggio in Italia.

Definito Tacco d’Italia, il Salento è la vera Porta d’Oriente della Puglia. E’ infatti sul suo suolo che secoli prima dell’avvento del cristianesimo approdarono le genti japigie della  Grecia; ed è ancora dall’oriente che giunsero Ebrei, Bizantini, Arabi, Saraceni, Turchi…

È sempre dalla Terra d’Otranto – così come era chiamato il Salento in epoca medievale – che gli eserciti occidentali poterono, dopo averla colonizzata, partire dal lembo di terra più orientale d’Italia e lanciarsi alla conquista “ad Oriente”, divenendo, così a pieno titolo  “Porta d’Oriente”.

Il Salento, quindi, può essere considerato come il centro geo-politico della storia europea, mediterranea e vicino-orientale degli ultimi tremila anni, vero ombelico dell’ecumene, il “mondo in antico conosciuto”. All’estremo lembo di questa terra e d’Italia, adagiata su una baia azzurra d’acqua e cielo si protende Otranto, con il suo borgo racchiuso da antiche mura.

Tracciare la storia di Otranto

La storia di Otranto vanta radici che affondano nella notte dei tempi. Le sue origini, per alcuni risalgono al tempo di Noè,  per altri ai cretesi, per altri  ancora agli japigi. Meraviglioso frammento di un passato, che ha lasciato splendide ed abbondanti tracce di attività complesse e di riti misteriosi, è il complesso della cosiddette “grotte di Badisco”, testimonianza di frequenze umane sul territorio, risalenti al neolitico o a periodo più remoti. Fin dai primi giorni della scoperta, avvenuta nel 1970, si comprese l’eccezionalità del sito che il Graziosi, nel XIV Congresso nazionale di storia e preistoria, definì “il più importante monumento sacrale della tarda preistoria non paragonabile  con qualsiasi altri , sin qui conosciuto in Europa”.

DESCRIZIONE GROTTE

Graffiti e disegni a carattere zoomorfo, antropomorfo, e a carattere astratto che ricordano quelle di Lescaut in Francia, o ancora quelle spagnole di Altamura…

Secondo il Graziosi, probabilmente si tratta di un monumento sacrale, dove venivano compiute cerimonie a carattere religioso.

L’Era della pietra grezza si chiuse con l’arrivo di un popolo nuovo ed agguerrito, dinanzi al quale gli antichi occupanti migrarono in fuga verso altre contrade.

Quel popolo fu il popolo japigio.

Di provenienza cretese o ellenica, con forti influenze greche nei costumi, nella scrittura, nell’arte,  attraverso il canale d’Otranto, giunse in Puglia; si diffuse nell’ampio e fertile territorio che si distende dal Gargano al promontorio di Leuca e al Capo Palascìa.

Si suddivise in famiglie: i Dauni abitarono la Capitanata ed il Gargano, i Peucezi la Terra di Bari, i Messapi l’odierno Salento.

Qui, quest’ultimi fabbricarono castelli e  città; qui, si affermò la “civiltà messapica”, di cui rimangono tracce nella Valle delle memorie.

Incisioni originali documentano l’identità culturale linguistica messapica della città di Otranto tra IV-III sec. a.c., attestata peraltro da altri indizi archeologici, come la struttura costruttiva delle mura di seconda metà del IV sec. a.c.

Si tratta di 3 cippi, ritrovati fuori dal circuito abitato, subito fuori la porta, le cui iscrizioni,accurate ed eleganti, riportano formule onomastiche che trovano ampio confronto in iscrizioni funerarie maschili del mondo messapico.

OTRANTO E LA MAGNA GRECIA 

Dell’epoca gloriosa della Magna Grecia esistono solo pochi resti. A nord di Otranto, lungo il fiume Idro, si possono notare due pareti verticali, intaccate da numerose nicchiette rettangolari, disposte su più ordini, rimanenze di due santuari rupestri.

Questi incavi, poco profondi, servivano ad alloggiare dei PINAKES, cioè dei piccoli ex voto dipinti o a rilievo, testimoniando, quindi, la presenza di  santuari di culto in età ellenistica, che rimandano a  quelli esistenti in Tracia, in Sicilia e nel Salento stesso.

Anche Otranto diede il suo apporto alla civiltà romana.

Quando Roma giunse nella regione pugliese, trovò il Salento in condizioni floride e, mediante la conoscenza dell’area, venne in contatto con il mondo greco.

L’arte, la cultura della Magna Grecia fecero il loro ingresso in Roma, anche attraverso personalità quali Quinto Ennio e Livio Andronico.

Secondo la geografia amministrativa del tardo impero, Otranto, apparteneva alla II REGIO dell’Italia, costituita dalle province abbinate APULIA e CALABRIA (quest’ultima corrispondente alle attuali province di Brindisi, Taranto, Lecce; mentre l’attuale Calabria era denominata BRUTIA). Sempre in epoca romana, Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fonti danno tuttavia come nome latino Odruntum, termine legato alla parola acqua, precisamente al termine messapico “Odra”, appunto “acqua”.

Il suo porto, apprezzato fin dall’antichità per la breve distanza con Valona, divenne sempre più frequentato quando, nella seconda metà del II sec., venne prolungata la via Traiana da Brindisi ad Otranto: lo troviamo menzionato nel prezioso documento conosciuto come “Itinerarium Burdingalense” o “Itinerarium Hierosolymitanum”, di un pellegrino cristiano che, partendo da Bordeaux, via terra, giunge alla Terra Santa. Questi riparte da Costantinopoli, arriva a Valona dove s’imbarca per Otranto, continua per Benevento, Capua, Terracina fino a giungere a Roma. Dal suo “libretto di viaggio” emergono le  fiorenti condizioni economiche di Otranto, il suo paesaggio e quello degli altri  luoghi attraversati. In pratica, l’anonimo pellegrino di Bordeaux aveva dato luce alla prima “guida del pellegrino cristiano” utile a quanti, sempre più numerosi, percorrevano le vie dell’impero diretti alla Terra Santa.

E certamente Otranto vide partire ed approdare nel suo porto molti pellegrini, ma anche numerosi eserciti, funzionari, vescovi calpestare il suo suolo.

Anche durante la guerra greco-gotica (535-554) il porto di Otranto risultò di primaria importanza nell’assicurare il collegamento militare tra Costantinopoli e le truppe combattenti in Italia.

Più volte Procopio insiste sul fatto che i bizantini, esperti in materia di navigazione, per raggiungere Roma preferissero circumnavigare la Calabria, anziché avventurarsi per terra attraverso la Puglia e la Campania, dove l’incontro con i nemici goti era più probabile. In questo contesto, Otranto, provvista di mura e castello, riuscì a sostenere anche lunghi assedi da parte dei nemici goti, rimanendo per lunghi anni l’unica piazzaforte bizantina in Puglia. Fonte più vivace ed articolata di questo periodo sono le lettere raccolte nel “registrum epistularium” di papa Gregorio Magno.

Intorno al 680, sembra che solo Otranto e Gallipoli fossero rimaste bizantine, indispensabili per mantenere i rapporti con l’Oriente. Forse in questo contesto fu concepito il cosiddetto “limitone dei Greci”, un vallo difensivo intorno ad un territorio che comprendeva Otranto, Lecce ed Oria.

Ma negli anni 30 dell’VIII sec. probabilmente Otranto, per un breve periodo, fu sotto la dominazione longobarda, poiché non si registrano sbarchi di bizantini. A questi anni si può datare la tomba ad Arcosolio affrescata e situata presso la cripta della cattedrale, appartenente, per  tipologia e stilemi, ad una tradizione occidentale e segnatamente beneventana.

Nell’830, Otranto ebbe un vescovo greco il quale, conforme al regime allora al potere a Bisanzio, aderiva  all’iconoclastia.

Negli stessi anni i musulmani, approfittando della rivalità tra principati longobardi ed il ducato di Napoli, conquistarono Brindisi, due anni dopo Taranto e, un a volta conquistata anche Bari, crearono in Puglia un emirato proprio.

Sembra che i bizantini, mediante accordi coi leader arabi e con lauti compensi, riuscissero a tener per sé stessi l’unico porto pugliese (Otranto, per l’appunto) che permettesse loro di comunicare con la Sicilia e l’Oriente. Ma se Otranto si salvò, i villaggi intorno vennero saccheggiati e distrutti; i loro abitanti uccisi o resi schiavi.

Nell’867, nell’Impero d’Oriente avvenne un cambio di dinastia: Basilio I prese il potere e diventò il fondatore di una nuova dinastia, i “Macedoni” che rimasero sul trono fino al 1056. Nell’876, l’entrata in Bari del baiulus Gregorio, comandante bizantino di Otranto, segnò il ritorno dei bizantini in Puglia. Comincia così la cosiddetta “seconda colonizzazione greca” che continuerà per tutto il X secolo.

Negli ultimi anni del IX secolo, Otranto entrò a far parte del “thema di Longobardia”, la provincia bizantina che comprendeva la Puglia e parte della Basilicata; nel 968, la sua chiesa venne elevata al rango di sede metropolitana autoctona dipendente da Bisanzio, una sorta di avamposto della chiesa greca nella Longobardia latina.

Attorno a questa data si coagula il progetto di costruzione e decorazione della celebre chiesa di San Pietro: collocata sul punto più elevato di Otranto e di limitate dimensioni, essa presenta un impianto a croce greca inscritta, con cupola centrale innestata su quattro colonne, altrettanti pennacchi, tre absidi poco aggettanti. Si tratta di una tipologia ampiamente attestata in tutto il territorio bizantino compresa la Calabria con la celebre Cattolica di Stilo e il san Marco a Rossano, entrambe della fine del X secolo. Riferimento autorevole la Nea Ekklesia, una delle chiese fondate da Basilio I in Costantinopoli, situata entro il palazzo imperiale; anch’essa a croce greca, coperta da 5 cupole. La decorazione interna, il suo programma iconografico, con le scene più significative della vita di Cristo, risalta per la sua straordinaria qualità, in un crescendo che ha segnato le numerose campagne pittoriche succedutesi nell’invaso, in particolare quelle di epoca medievale, a cominciare dal primo strato, collegato con la fondazione della chiesa stessa. Allo strato più antico appartiene la famosa scena della Lavanda dei piedi, nella volta a botte della prothesis, e quella dell’Ultima cena, che fino a pochi anni fa costituivano le più antiche testimonianze della pittura bizantina di Terra d’Otranto, quando il quadro si è arricchito in seguito a recenti scoperte. Nel catino è presente l’immagine della Vergine con Bambino fra angeli, accompagnata dalla data, ossia 1540; presso la finestra dell’abside si conserva parzialmente la figura di S. Basilio. Intorno all’arco absidale è campita una splendida iscrizione cufica, con lettere bianche su fondo blu lapislazzuli: un’invocazione ad Allah. Si tratta di un motivo che talvolta compare intorno ad archi absidali o alle arcate di alcune chiese, soprattutto della Puglia e si rifà alle iscrizioni a caratteri cufici delle moschee.

Le scene del Vecchio e Nuovo Testamento, che si dispongono sulle pareti sinistra e destra della chiesa e sui bracci fanno parte del ciclo illustrato della Genesi, fra le quali compare il raro episodio della creazione degli angeli, mentre, per quanto riguarda il ciclo cristologico, esso si apriva con l’annunciazione ai lati dell’abside centrale, le cui figure sono in parte nascoste sotto gli affreschi più recenti, e continuavano con la Natività, di cui rimangono alcuni frammenti nel braccio orientale, mentre su quello meridionale si intravedono i resti della Presentazione al tempio, e il Battesimo di Cristo. Quest’ultimo affresco, con quelle sulle pareti s’inseriscono nel solco della grande pittura tardocomnena del tardo XII secolo ( a giudizio della Falla Castelfranchi) in stretto rapporti con i più celebri cicli greci e ciprioti del tempo.

Per quattrocento anni e più dunque, la vocazione pittorica di Otranto e del Salento è tutta tesa verso est, verso contrade vicine come la Grecia con cui i rapporti sono continui e costanti; verso Costantinopoli, ma anche verso lidi più lontani come la Cappadocia, Egitto, Siria e Cipro. Se le relazioni con queste ultime aree sono dovute ad episodi rapsodici, in contesti particolari come le vicende legate alle crociate, la produzione pittorica afferente a questo lungo arco di tempo, vede nella Grecia il suo referente principale. Relazioni sigillate dagli intensi rapporti storici che intercorsero tra le due sponde i cui ambasciatori sono spesso monaci ed esponenti del clero italo-greci. Anche l’amministrazione e la difesa erano affidate a funzionari statali ed a militari che provenivano da paesi lontani. Lo stretto rapporto con Bisanzio è poi testimoniato dal gran numero di monete di Basilio I e soprattutto di Leone VI, trovate in loco.

Alla metà dell’XI sec. i Normanni e i loro alleati avevano conquistato buona parte della Puglia e nel 1042 solo Taranto, Brindisi e Otranto rimanevano fedeli ai bizantini. L’ultima città a cadere nelle mani dei nuovi dominatori fu, nel 1064, proprio Otranto.

I bizantini, consci dell’importanza strategica del loro antico possedimento cercarono più volte di riprendersi Otranto, ma con la caduta definitiva di Brindisi (1071) ebbe termine definitivamente il dominio bizantino sull’Italia meridionale.

Una volta portata a termine la conquista, fu necessario consolidarla attraverso una riorganizzazione politico-amministrativa, compresa quella delle strutture chiesastiche.

Tutto il territorio a sud di Lecce venne organizzato in contee, sottoposto al controllo di Roberto il Guiscardo e, alla sua morte, a Boemondo, principe di Taranto.

La riorganizzazione delle strutture della chiesa meridionale venne attuata attraverso una graduale sostituzione dei presuli greci con presuli latini: una “rilatinizzazione” rispettosa dell’esigenze della popolazione locale, messa in atto di comune accordo tra un papato, tutto rivolto al recupero e alla soggezione a Roma delle diocesi meridionali, ed i Normanni, tesi ad ottenere legittimità alle loro conquiste.

Fu sotto il vescovo latino Guglielmo, che, sullo stesso sito della chiesa episcopale paleocristiana, venne  ricostruita l’attuale cattedrale, dato peraltro confermato dagli scavi effettuati nella stessa cattedrale, in occasione del restauro del pavimento musivo, tra il 1986-90, che hanno portato alla luce frammenti di un pavimento musivo con motivi a fiori quadripetali di V e VI secolo.

I lavori iniziarono nel 1080, alcuni anni dopo l’arrivo dei normanni:nel 1088 fu consacrato l’altare, ma la fabbrica ebbe una lunga gestazione, con significativi cambiamenti. Tra gli interventi che interessano l’edificio nella seconda metà del XII secolo, il celebre tappeto musivo è certamente  il  più significativo.

Esso fu eseguito da Pantaleone fra il 1163 e il 1165, al tempo dell’arcivescovo Gionata e di Guglielmo I il “malo, citato come  – triumphator –  in una delle quattro iscrizioni musive. Il mosaico, in opus tessellatum, si stende nelle navate e nel presbiterio; si presenta come un’ antologia dell’immaginario medievale in ogni sua forma, sacra e profana, dove una regia colta lascia trasparire più d’una “lectio difficilior” dietro una congerie d’immagini apparentemente senza  logici nessi tra di loro.

Nella navata centrale un immenso e ramificato albero funge da guida al fruitore e, fra i suoi rami, presenta numerose figurazioni: è l’albero del male, origine di ogni peccato che, nella parte superiore presenta la scena del peccato originale e, più in basso, gli episodi della costruzione della Torre di Babele, dell’ascensione di Alessandro Magno, epitemi entrambi della superbia umana. Nella navata sinistra è poi raffigurato l’inferno, in quella di destra un bestiario e creature mostruose: si tratta di una sorta di mappa geografica in cui sono citati non solo gli animali più vari, ma anche esseri mostruosi, gli stessi menzionati nel racconto delle imprese favolose di Alessandro Magno. Tutto sembra convergere verso un’interpretazione politica di questa sorta di criptogrammi, che ruota intorno alla figura di Alessandro Magno, vestito alla maniera bizantina: l’allusione è alle contemporanee vicende storiche che registrano la ripresa di ostilità fra i Normanni e Bisanzio, e riportano al testo del Romanzo di Alessandro che ebbe vasta fortuna nell’Europa romanica.

L’ideatore di questo progetto, secondo uno studio di Falla Castelfranchi, reca probabilmente la firma dell’arcivescovo Gionata più che del monaco Pantaleone. In aggiunta al pavimento, la cattedrale custodisce manufatti medievali di significativa rilevanza. Una trave del soffitto dell’originale soffitto a capriate lignee dipinte, decorata da figure di angeli a mezzo busto, ad ali spiegate, intercalate da fiori entro racemi; inoltre un bell’affresco di Madonna con Bambino sulla parete esterna del pilastro che separa la navata centrale dal presbiterio, iconografia della Vergine Odigitria, protettrice di Costantinopoli.

Alla Vergine è intitolata la stessa cattedrale, alla luce del fatto che, già in epoca paleocristiana, molte chiese episcopali fossero a Lei dedicate.

Forse a quest’edificio paleocristiano si debbono alcuni dei magnifici capitelli riutilizzati nella cripta. In particolare alcuni esemplari bizantini sono di marmo del Proconneso, le cui cave, che erano di proprietà dell’imperatore bizantino, si trovano in  una piccola isola nel mar di Marmara. Un altro gruppo di capitelli di pieno VI secolo presentano una forma tronco piramidale, decorati su ogni faccia da un motivo diverso- croci, uccelli, elementi floreali. Circa questi capitelli e relative colonnette, per le loro ridotte dimensione, si può ipotizzare un relazione a cibori, pergule o recinsioni di spazi interni.

Come nota la studiosa Pina Belli D’Elia, in questa cripta manca qualsiasi unità tematica o programma iconografico, la sua novità consiste nel fatto che in essa si percorre un itinerario, di tipo spirituale da seguire utilizzando i capitelli stessi come segnaletica. I più belli sembrano portare il viandante dall’ingresso sud all’altare maggiore, poi all’abside sinistra e quindi all’uscita, procedendo da destra verso sinistra.

Un discorso a parte merita il monastero di S. Nicola di Casole, la più importante fondazione monastica italo – greca. Sorta tra il 1098 – 1099 (corrispondente all’anno bizantino 6607 riferito dal typikon del monastero trascritto nel1173 dall’egumeno Nicola), fu fatta erigere dal primo egumeno Giuseppe.  

Il probabile fondatore fu Boemondo, mentre pare che la sua famiglia fosse benefattrice del monastero, come attestato da poche note obituari del necrologio casulano.

Nei riguardi delle istituzioni monastiche greche, infatti  l’azione dei normanni evidenzia un orientamento ad assegnare i monasteri poveri e piccoli ai grandi monasteri benedettini, perché fossero riattivati economicamente, ottemperando così alle direttive dei papi riformatori che vietavano il possesso di chiese e monasteri da parte dei laici, auspicandone la restituzione o la donazione a favore di comunità monastiche. E Casole forse era uno di questi.

I monaci del monastero casulano si dedicavano ala preghiera e allo studio, impartivano lezioni di letteratura greca e latina, di filosofia e logica; c’erano ieromonaci, cioè monaci-sacerdoti; c’era il monaco bibliofilace, che si occupava della biblioteca; il monaco proto-calligrafo che eseguiva il lavoro dei copisti; il monaca ecclesiarca, che sovraintendeva alla custodia della chiesa e di tutta la suppellettile religiosa; c’era il monaco cellario, sovrintendente dei magazzini. Al di sopra di tutti c’era l’egumeno, una sorta di abate, cui tutti dovevano obbedienza.

Sullo sfondo la regola di San Basilio, con l’appello continuo alla povertà, all’esaltazione dell’ascesi contemplativa, con il richiamo al silenzio, la scansione della preghiera nei vari momenti della giornata.

Di notevole rilevanza fu l’attività  degli scriptoria: nel 1177, fu copiato dal prete Galaction un manoscritto contenente l’eucologio della cattedrale, mentre nel 1195 l’arcivescovo di Otranto, Guglielmo, incarica Nicola di Otranto, il futuro egumeno di Casole, di tradurre in latino la liturgia di S. Basilio. La scrittura di Terra d’Otranto ha proprie peculiarità paleografiche e codicologiche che permettono di riconoscere i numerosi manoscritti vergati in questo cenobio. Nell’età sveva, coincidente con l’egumenato di Nicola – Nettario, il cenobio divenne sempre di più un trait-d’union con l’oriente: vennero redatte opere, ancora  in greco, dai toni fortemente propagandistici nei confronti di Federico II e l’impero.

Di questo edificio si conservano alcune strutture che mostrano caratteri gotici, forse l’edificio più gotico di Terra d’Otranto, che potrebbe ricondurre alla stessa figura di Federico II e ai suoi cantieri, veicolo privilegiato per l’introduzione del linguaggio gotico in Italia.

In età Sveva e, fino a tutta l’epoca Angioina, si registra dunque la riscossa dell’elemento greco in Terra d’Otranto, ben testimoniata dall’attività scrittoria, ma anche dalla ricca produzione pittorica di segno bizantino, ancora accompagnata da iscrizioni in greco. Ciò viene alimentato attraverso gli stretti rapporti fra la città, e tutta la Terra d’Otranto con l’Oriente e la stessa Costantinopoli: non è un caso che nella metà del ‘300 due arcivescovi di Otranto saranno nominati patriarchi latini di Costantinopoli.

Negli anni della dominazione normanna, il porto di Otranto ospitò più volte i cavalieri cristiani delle Crociate. Per la quinta Crociata nel 1227 in città arrivò lo sfarzoso corteo di Federico II, segnando un periodo estremamente movimentato nella storia di Otranto che si colloca direttamente all’interno della lotta tra il papato e lo svevo: nel 1256 il papa invia agli Otrantini una lettera nella quale, tra l’altro, autorizza la costruzione e la riparazione di mura e torri nonché l’armamento del porto. Dal testo dell’importante documento si evince come la città avesse il diretto dominio su un vasto territorio (i laghi Alimini erano già stati concessi alla Mensa vescovile) composto di casali e feudi che, come la città, erano soggetti unicamente alla Chiesa romana. Come nel successivo periodo angioino, i continui restauri ai quali era soggetto il castello regio, l’importanza attribuita al porto dove operava un discreto arsenale, testimoniano il prestigio sempre alto attribuito ad Otranto.

Nel 1266 Carlo I d’Angiò conquistò il Regno Meridionale, ma il suo avvento non creò stabilità politica presso le comunità locali: il Salento ed in particolare Otranto si mostrarono restie all’egemonia angioina e pertanto dovettero subire alcune importanti sanzioni. Superati solo nel corso del Trecento i dissapori con la corona, Otranto ritrovò la fiducia dei regnanti, vivendo un periodo nuovamente fiorente dal punto di vista economico. Ma ben presto agli Angioini, si sostituirono nuovi conquistatori: gli Aragonesi. In piena età aragonese, Otranto contava 1200 abitanti e 253 fuochi, risultando di fatto tra i centri più popolosi del Salento. L’invasione turca del 1480 si abbatté sulla città in un momento di sviluppo demografico ed economico: sebbene fossero frequenti gli assalti dal mare, l’attacco saraceno fu un duro colpo per Otranto e per i suoi abitanti. Il 28 luglio del 1480, 18.000 ottomani, con una flotta di 150 navi, si mossero verso la cittadina salentina con l’intenzione di saccheggiarla e conquistarla. Dopo un’estenuante resistenza, durata per quasi due settimane, i Turchi aprirono una breccia nelle mura ed invasero il centro storico, occupando la cattedrale e massacrando i superstiti. Qualche giorno dopo, un gruppo di circa 800 uomini, tra giovani ed anziani, venne condotto sul colle detto della Minerva e costretto ad abiurare la fede cristiana, per convertirsi all’Islam; ma il rifiuto degli otrantini scatenò la carneficina: gli 800 furono tutti decapitati ed abbandonati sul Colle. Nei confronti di quegli otrantini è in atto un processo canonico per dichiararne le virtù di santi della Chiesa.

 I Turchi saraceni rimasero nella città per un anno; nel settembre del 1481 avvenne la riscossa aragonese, che liberò la città dall’invasore; fu subito avviata una politica di ricostruzione del territorio, reso irriconoscibile dal saccheggio prolungato. Furono ricostruite Si misero la Cattedrale, le mura, i conventi dei domenicani, di San Francesco e degli osservanti e, alla fine del XIV secolo, quello dei cappuccini.

Nel 1539, come attestano gli annali, Otranto contava 3200 anime e 638 fuochi, ma era ancora costretta a subire gli interessi esterni, prima dei Veneziani, poi nuovamente dagli Angioini e persino dai Turchi, che provarono nuovi assalti tra il 1535 e il 1537, tutti falliti.

A partire dalla seconda metà del Seicento, Otranto subì un’involuzione sotto molti aspetti e restava ancora soggetta al pericolo turco: in molti si trasferirono in luoghi ritenuti più sicuri, avviando una fase decadente. Solo nel secolo successivo, prese il via una moderata rinascita di Otranto. Nel 1800, la campagna otrantina che circondava i Laghi Alimini era squallida e deserta. Esistevano solo poche masserie, alcune delle quali erano abbandonate tre quarti dell’anno, a causa dei miasmi che esalavano dalle paludi. In quest’area, il rischio di contrarre la malaria era molto alto nel periodo estivo, quando avveniva il prosciugamento delle zone paludose.

Il primo progetto di risanamento fu stilato il 28 dicembre del 1868 dall’ingegnere Sergio Panzini del V Circolo del Genio Civile di Bari, il quale, dopo aver rilevato tutta la superficie del lago e dopo averne misurato la profondità, riconobbe le zone di impaludamento e suggerì il modo di sanarle. La bonifica riguardò circa 2.300 ettari, permettendo la ripresa dell’attività agricola. Nel periodo napoleonico la cittadina divenne Ducato del Regno di Napoli e si verificò una netta ripresa grazie al Ministro Fouch. Le fortificazioni otrantine furono soggette ad una totale trasformazione a partire dal 1866 e molti beni urbanistici della città finirono nelle mani del demanio. Tra le altre cose, il 12 aprile del 1897, il Comune ottenne dal demanio la cessione una parte delle mura antiche e del fossato. Ciò, per creare una strada che permettesse l’accesso al centro storico. Il fossato fu ricoperto da terra e brecciolina e un tratto delle mura fu abbattuto. Nel 1936, l’endemia malarica ad Otranto e nelle zone limitrofe scomparve del tutto. Si poserò, così, le basi della colonizzazione per appoderamento, con la conseguente stabilizzazione in luogo della popolazione contadina. La trasformazione del paesaggio fu netta e la costruzione di impianti irrigui, tra il 1954 e il 1963, permise la diffusione di indirizzi produttivi più redditizi per i piccoli agricoltori.

Le vie esistenti vennero sistemate e se ne crearono delle nuove, vincendo l’emarginazione spaziale e dotando quest’area di una spiccata disposizione al turismo.

Intorno agli anni Sessanta, la situazione per il popolo che viveva di agricoltura si fece sempre più difficile; da quel disagio partì una nuova emigrazione, in cerca di condizioni migliori.

Tra il 1964 e il 1974 Otranto ha subito una variazione di tendenza, orientata allo sviluppo turistico. Dapprima incapaci di sostenere un tale inaspettato esodo, in un secondo momento gli otrantini hanno iniziato ad attrezzarsi per poter accogliere i visitatori nel miglior modo possibile. Alberghi, spiagge attrezzate, ristoranti, agriturismi, attività commerciali di vario genere sono nate e sono cresciute nel tempo, rafforzando la vocazione turistica della città.

Tra il febbraio e il marzo del 1991, Otranto si affaccia alle cronache nazionali soprattutto per la scottante questione degli sbarchi di profughi albanesi, a cui la città ha risposto mettendo in atto una campagna di accoglienza e generosità, straordinarie ed impareggiabili. Forse anche grazie a quella storia recente, Otranto, comune più ad Est d’Italia e crocevia di popoli e culture, ha assunto nel tempo la valenza di “Porta d’Oriente”. Autori vari hanno cercato di coglierne gli aspetti, le peculiarità, i segreti, attraverso le loro opere: da Il Castello di Otranto dell’inglese Horace Walpole, considerato  il primo romanzo gotico, a L’ora di tutti di Maria Corti, in cui lo sbarco e la strage degli otrantini da parte dei turchi nel 1480 viene raccontato dalle vittime stesse dell’evento; da Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene, dove l’evento tragico del 1480 è soltanto un confuso ricordo nella mente del protagonista ad Otranto di Roberto Cotroneo, dove, in una città piena di luce, si aggirano i fantasmi del passato. Ma Otranto è una riserva di storia e di storie, di monumenti e di memoria, un punto strategico, dove natura e cultura sposano la bellezza del mare e proiettano la sua immagine più ambiziosa e forse più autentica: quella di “Ponte verso l’Oriente”.

I DIRITTI DELLE DONNE

 

 

“I  DIRITTI  DELLE  DONNE:  

RAPPRESENTANZA E PARTECIPAZIONE OLTRE L’8 MARZO”

 

OTRANTO  6  MARZO   2009,

ore 17.00

 

Sala triangolare del Castello Aragonese

 

 

Incontro – dibattito di riflessione sui diritti delle donne

 

 

 

 Relatori:

 

Serenella MOLENDINI,           Consigliere alle pari opportunità –  Provincia di Lecce;        

Lavinia PUZZOVIO,                 Consigliere alle pari opportunità –  Comune di Otranto;

Ada FIORE,                               Sindaco di Corigliano d’Otranto;

Maria Cristina RIZZO,              Vice Sindaco di Uggiano La Chiesa

Daniela BACCA,                       Giornalista

Elio LIA                                     Dirigente  Istituto  Comprensivo  Aldo MORO  di Otranto

Rita TARANTINO                    Referente Senologia C.C.M.   ASL LE

Al termine degli interventi, sarà dato spazio ad un confronto incrociato tra gli ospiti, con domande proposte dal moderatore e dal pubblico.

Per informazioni e-mail: clubunescootranto@alice.it                                                               

Tel. 339 8514184

 

organizza una rassegna di riflessione sui diritti umani e sui valori del dialogo e dell’accoglienza, dal titolo

 

“COSTRUIAMO LA PACE”

 

Otranto, cittadina simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di civiltà, per la sua strategica posizione geografica, rappresenta l’estremo lembo di una terra (il Salento e la Puglia intera), votata storicamente ai valori dell’accoglienza e al dialogo con l’altro.

Il Club Unesco di Otranto, attenendosi alle direttive statutarie federative, vuole accrescere l’identità culturale otrantina, attraverso una serie di appuntamenti che promuovano il territorio e che facciano riappropriare questa terra di una storia che le appartiene, per scovare, riproporre e veicolare, nell’analisi degli eventi, il messaggio di pace e solidarietà, proprio di un luogo, intriso e segnato profondamente da questi valori.

La rassegna sarà presentata ufficialmente venerdì 31 ottobre, alle ore 17.30 presso la sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto.

Nel corso della serata, interverranno:

sul tema “Costruire la pace, l’obiettivo culturale e la sfida del Club Unesco”

  • Enrico Risolo, Presidente Club Unesco Otranto

 

sul tema “Pace, accoglienza, diritti umani: un impegno per tutti. Le istituzioni a confronto”

  • Luciano Cariddi            Sindaco di Otranto
  • Dario Stefàno                 Consigliere regionale
  • Luigi Calò                         Assessore alla Cultura della Provincia Lecce

 

Nella serata saranno illustrati  i successivi incontri e i relativi ospiti del mondo della cultura e delle istituzioni. 

Al termine degli interventi di presentazione, sarà dato  spazio a un dibattito pubblico.

Il Club Unesco – Otranto

Informazioni: Ufficio Stampa Club Unesco 3398514184                   

 Email: clubunescootranto@alice.it

60° ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI

                              

 con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche della Pace e dell’Integrazione della Provincia di Lecce,

Con la partecipazione del Comune di Otranto,

Con la collaborazione della “Biblioteca Sarajevo” di Maglie,

in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo,

 il 10 dicembre 2008, alle ore 16.30, presso la Sala triangolare del Castello Aragonese di Otranto,

 nell’ambito della rassegna sui temi della pace e dei diritti umani “Costruiamo la pace”,

presenta il forum di discussione dal titolo:

 

“Sessant’anni dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo:

costruire la pace tra storia, conquiste, prospettive e criticità”.

Breve indirizzo di saluto

  • Luciano Cariddi, Sindaco di Otranto

 

Interventi del forum:

  • “Una vita  spesa per i diritti umani: l’incredibile storia di un uomo di Stato nel dramma dei desaparecidos”         

        Enrico CALAMAI, già console italiano in Argentina.

  •  “Il problema della fondazione filosofica dei diritti umani: una questione di giustizia globale?”

         Giuseppe GOFFREDO, poeta e scrittore;

  • “I lati oscuri del mondo globale: sessant’anni di diritti umani violati o disattesi”:

              – “La pena di morte, pesante fardello dell’umanità nel grande cammino dei diritti umani”

                  Sergio D’ELIA, segretario di  Nessuno tocchi Caino.”

  • “Diritti umani violati e disattesi: le voci dei diritti non ascoltati nei teatri di guerra

        Annunziata BAGLIVO, dottoressa di Emergency.

  • “Raccontare i diritti: meriti e contraddizioni dei mass media dinanzi alla problematica dei diritti umani” –   

       Pietro Andrea ANNICELLI, giornalista ed esperto di comunicazione

Moderatore: Mauro BORTONE, giornalista e vicepresidente Club Unesco Otranto

Per informazioni:

Ufficio Stampa  Tel. 3398514184                                                                                             e-mail: clubunescootranto@alice.it

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA

 

                                                                       Al         Istituto Comprensivo “A. Moro”

                                                                                                                              = Otranto=

                                                                                             Istituto Maestre Pie Filippini

                                                                                                                                  = Otranto=

                                                                                            Istituto Professionale di Stato 

                                                                                                       per i  Servizi Alberghieri

                                                                                                                                  = Otranto=

OGGETTO: Giornata Internazionale della Poesia

 I Club e Centri UNESCO della Federazione Italiana  ricordano con particolari iniziative e manifestazioni le giornate internazionali promosse e celebrate dall’UNESCO.

Il 21 Marzo l’UNESCO  celebra la “Giornata internazionale della Poesia, e il Club UNESCO di Otranto intende celebrare questa ricorrenza istituendo il:

1° concorso di Poesia

“LA POESIA APRE IL CUORE ALLA PACE”

 

Le modalità di partecipazione sono contenute nel Bando allegato alla presente.

Otranto li   05  Febbraio 2009

                                                                                              Il Presidente del Club Unesco

                                                                                                                             Enrico  Risolo

 

Bando di concorso

 

Premessa

I Club e Centri Unesco ricordano con particolari iniziative e manifestazioni le giornate internazionali promosse e celebrate dall’UNESCO.

Il 21 Marzo viene celebrata la:

  • GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

 

Art. 1 – Finalità

Il Primo Concorso “La Poesia apre il cuore alla Pace” è promosso dal CLUB UNESCO DI OTRANTO e ha come finalità quella di favorire la promozione della cultura della pace tra i ragazzi delle scuole del territorio, attraverso la forma artistica della poesia.

Art. 2 – Modalità di partecipazione

Al Concorso possono partecipare gratuitamente i ragazzi frequentanti le classi delle scuole Elementari e Medie dell’Istituto Comprensivo di Otranto e i ragazzi frequentanti le classi dell’Istituto Maestre Pie Filippini di Otranto dell’Anno scolastico 2008/2009.

Per i ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero, invece, è prevista una speciale sezione del concorso, a cui partecipare attraverso poesie o elaboratori letterari di altro tipo sul tema.

Art 3 – Criteri di ammissibilità e di esclusione

Al concorso potranno essere presentate solo poesie inedite (in italiano o in vernacolo), scritte esclusivamente dai ragazzi, e che abbiano, nella piena libertà espressiva, come filo conduttore il “tema della Pace e dei Diritti Umani”.

Al concorso sono ammesse fino ad un massimo di tre elaborati per partecipante. I ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero potranno presentare a piacere una poesia o un elaborato di altro tipo o tutti e due contemporaneamente.

È consigliabile che le poesie non superino i 30 versi, mentre, qualora i partecipanti dell’Istituto Professionale Alberghiero intendessero presentare un elaborato di altro tipo (un mini racconto, un piccolo saggio tematico, ecc…) il limite minimo dello scritto essere di almeno 50 righe.

Per iscriversi, ogni partecipante dovrà iscriversi al concorso, presentando in busta chiusa due copie del proprio elaborato, la prima recante anche i propri dati personali (nome, cognome, città di origine, età, istituto di riferimento), la seconda sprovvista dei dati personali sopra indicati.

Le domande di iscrizione al concorso devono essere presentate presso le segreterie degli istituti scolastici di riferimento entro e non oltre le ore 12,00 del 16 marzo 2009, riportando sull’esterno della busta la dicitura “Primo concorso La poesia apre il cuore alla pace” – Club Unesco Otranto. Farà fede l’orario segnato dalle segreterie scolastiche.

Le domande potranno pervenire anche tramite mail con le stesse modalità di iscrizione sopra indicate (doppia copia, una con dati personali e l’altra sprovvista, riportando la dicitura “Primo concorso La Poesia apre il cuore alla Pace” – Club Unesco Otranto ed allegando il tutto, entro e non oltre le ore 12,00 del 16 marzo 2009 all’indirizzo clubunescootranto@alice.it    Farà fede l’orario di ricezione della mail.

Non saranno ammesse le Poesie che:

  1. perverranno oltre i termini previsti dall’articolo 3 del presente Bando;
  2. non risponderanno al tema descritto dall’articolo 3 del presente Bando;

Gli elaborati consegnati non saranno restituiti. L’organizzazione si riserva la facoltà di poter pubblicare gratuitamente e liberamente i lavori pervenuti o quelli ritenuti migliori. La data di proclamazione dei vincitori è prevista per il 21 marzo, nel corso di una serata specifica in una delle scuole di Otranto, salvo comunicazioni diverse e tempestive dell’organizzazione.

Art 4 – Criteri di valutazione dei progetti

Le Poesie dichiarate ammissibili ai sensi del precedente articolo 3 saranno esaminati dal Comitato Tecnico di valutazione formato da un gruppo di esperti, che sarà presentato, attraverso comunicazione nelle segreterie scolastiche, alle ore 12 del 2 marzo 2009.

In particolare, nel giudizio si darà rilievo e riconoscimento agli elaborati che presenteranno una particolare sensibilità alla tematica della pace e che sapranno coniugare una certa creatività espressiva con l’attualità della questione. Il giudizio del Comitato Tecnico di valutazione è inappellabile.

 La Segreteria del premio assegnerà un codice numerico alle opere pervenute per sottoporle successivamente in maniera anonima al giudizio della giuria.

Art 5 – Assegnazione dei Premi

Il Club Unesco di Otranto assegnerà un premio alla Poesia vincitrice per le seguenti categorie: 

SCUOLE ELEMENTARI:

  • Alunni delle Classi 1° e 2°
  • Alunni delle Classi 3°
  • Alunni della Classi 4° e 5°

SCUOLE  MEDIE

  • Alunni delle Classi 1° e 2°
  • Alunni delle Classi 3°

Alla poesia vincitrice o ad altro elaborato a:

ISTITUTO PROFESSIONALE ALBERGHIERO

  • Alunni 1° e 2° Superiore
  • Alunni 3°, 4°, 5 ° Superiore

 

La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente bando.

•  Ai sensi dall’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 e successive modificazioni, si informa che i dati personali relativi ai  partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del Premio.

Per informazioni:    Ufficio Stampa Club Unesco – Otranto

http://clubunescootranto.myblog.it         Tel 339 – 8514184

STATUTO FICLU

Preambolo

I Club e i Centri UNESCO italiani:

  1. riaffermando la fede negli ideali d’azione dell’UNESCO, il cui scopo è “contribuire a mantenere la pace e la sicurezza rafforzando, attraverso l’educazione, la scienza e la cultura, la collaborazione fra le nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, delle opinioni, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per ognuno, senza alcuna distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione, che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a ciascun individuo.”;
  2. ricordando il Preambolo dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO, secondo il quale “poiché le guerre nascono nell’animo degli uomini è nell’animo degli uomini che devono essere elevate le difese della pace”;
  3. riconoscendo l’esigenza di una partecipazione attiva e significativa  alla realizzazione degli ideali dell’UNESCO e del ruolo che in questo settore è affidato alla società civile;
  4. facendo propria la necessità di un’azione comune per diffondere e tradurre in atto sul territorio, in cui ciascuno è inserito, i principi e gli ideali d’azione dell’UNESCO,

aderiscono alla Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO, che è disciplinata secondo il presente Statuto.

TITOLO I Organizzazione e finalità

 

Articolo 1 Costituzione

  1. È costituita fra i Club e i Centri UNESCO un’Associazione Nazionale denominata “FEDERAZIONE ITALIANA DEI CLUB E CENTRI UNESCO”, d’ora in avanti identificata come “FICLU”.

 

Articolo 2 Sede

  1. La Federazione ha sede legale presso il Presidente e ha competenza su tutto il territorio nazionale.

 

Articolo 3 Assenza di finalità politiche, confessionali e di lucro; uso del nome, sigla e logo

  1. La Federazione è apartitica, aconfessionale e   non ha scopo di lucro. Nome, sigla e logo sono riservati alla FICLU.

 

Articolo 4 Modalità di azione

  1. La Federazione si propone le finalità indicate nel Preambolo attraverso:
    1. l’approvazione di programmi comuni di azione, condivisi a livello nazionale e realizzati dai singoli Club e Centri UNESCO sul territorio ove operano, nei settori della promozione dell’educazione, della scienza e della cultura;
    2. le relazioni con la Federazione Mondiale dei Club e Centri UNESCO e con altre  Organizzazioni regionali, al fine di favorire la reciproca conoscenza e l’azione comune;
    3. la costituzione di Club e Centri UNESCO, facilitandone e coordinandone l’attività;
    4. la garanzia presso la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che le iniziative promosse  dai singoli Club e Centri siano conformi agli ideali dell’UNESCO di cui portano il nome, impedendo qualsiasi abuso della sigla dell’UNESCO

Articolo 5 Mezzi utilizzati per il perseguimento delle finalità della FICLU

  1. Per il perseguimento dei fini dell’art. 4 potranno essere promosse dalla Federazione forme di intesa con i Ministeri competenti e con  gli Enti  locali e territoriali.
  2. La Federazione realizza le sue finalità attraverso tutti i mezzi idonei e, in particolare:
    1. raccolta, diffusione e produzione di  documentazione a carattere nazionale e internazionale;
    2. organizzazione di incontri, seminari, scambi culturali, con particolare attenzione alle problematiche dei giovani di diverse nazionalità.
    3. promozione di formazione e ricerca.
    4. scambio di informazioni e di esperienze tra i suoi Membri e costituzione di reti.

 

TITOLO II  Membri

 

Articolo 6 Tipologia dei membri della FICLU

  1. Compongono la Federazione:
    1. Membri Effettivi: i Club e i Centri UNESCO  ammessi con delibera del  Consiglio Direttivo della Federazione (CDN) secondo le modalità di cui all’art. 7.
    2. Membri Onorari: Persone o Enti che, a giudizio del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea Nazionale, abbiano acquisito benemerenze nei confronti della Federazione o che per la loro azione, abbiano particolarmente contribuito alla realizzazione degli ideali dell’UNESCO. Essi non sono tenuti al pagamento della quota associativa.
    3. Corrispondenti Stranieri: il Consiglio Direttivo può decidere l’ammissione a tale titolo di soggetti stranieri, che abbiano stabilito con la FICLU rapporti permanenti, informandone l’Assemblea Nazionale.

 

Articolo 7 Acquisizione della qualità di Membro

  1. Il Club è un’Associazione interprete sul territorio degli ideali e dell’azione dell’UNESCO con piena autonomia funzionale.
  1. La qualità di Membro effettivo si acquista a seguito della approvazione da parte del Consiglio Direttivo FICLU.
  2. La richiesta di costituzione del Club deve essere corredata dal programma di lavoro e dalla presentazione di un Club o di un Centro  garante e di un Consigliere FICLU.
  3. Il Club o il Centro e il Consigliere presentatori si faranno carico di seguire e aiutare ,nel primo anno , il nuovo Club garantendo la qualità delle iniziative e la funzionalità.
  4. Il Club e il Centro verseranno una quota associativa annuale secondo le modalità fissate dal Consiglio Direttivo.
  5. In un Comune dovrà esistere un solo Club salvo deroghe deliberate dal Consiglio Direttivo.

7.      La qualità di Centro é acquisibile solo su decisione dell’UNESCO. La domanda deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo della Federazione che, solo dopo averne data eventuale valutazione positiva, la inoltra alla sede dell’UNESCO, trasmettendola contestualmente alla Commissione Nazionale

Articolo 8  Riconferma della qualità di Membro Effettivo

  1. La qualità di Membro è soggetta a riconferma annuale da parte del Consiglio Direttivo, dopo aver verificato la relazione delle attività svolte, il pagamento della quota associativa, il bilancio e il rispetto delle regole democratiche nel rinnovo delle cariche.
  2. Per il nuovo Club sono necessarie le relazioni dei presentatori.

 

Articolo 9 Perdita della qualità di Membro e sanzioni

  1. La qualità di Membro si perde nei seguenti casi:
    1. scioglimento del Club o del Centro, deliberato dai Soci medesimi;
    2. mancata riconferma della qualità di Membro, di cui all’art. 8;
    3. radiazione o decadenza, deliberata dal Consiglio Direttivo sentiti i probiviri, dopo che il Club o il Centro sia stato invitato, entro un termine stabilito, a presentare sue controdeduzioni.
    4. Il Consiglio Direttivo Nazionale, sentiti i probiviri, dispone nei casi più gravi la sospensione cautelare del Club o del Centro, in attesa delle controdeduzioni
  1. Sono motivi di decadenza:
    1. mancato invio del rapporto annuale ai sensi dell’art. 8.1.
  2. Motivi di radiazione sono i seguenti:
  1.  
    1. mancato pagamento della quota associativa;
  1.  
    1. irregolarità nella gestione finanziaria del Club o del Centro;
    2. comprovato abuso nell’utilizzazione della sigla UNESCO e di ogni segno ufficiale ad essa collegato;
  2. Qualora le irregolarità, gli abusi e le violazioni di cui ai commi precedenti siano tempestivamente sanate dal Club o dal Centro o siano giudicate dal Consiglio Direttivo Nazionale di lieve entità, sentiti i probiviri in alternativa alla radiazione può essere disposta:
    1. L’ammonizione
    2. La sospensione del Club o del Centro da uno a tre anni.
  3. Nella graduazione delle sanzioni si tiene conto sia della gravità del comportamento, che dall’esistenza di violazioni, abusi o irregolarità precedenti da parte del Club.

 

TITOLO III Organi della Federazione

 

Articolo 10  Organi della Federazione 

  1. Sono Organi della Federazione:
    1. l’Assemblea Nazionale
    2. il Presidente
  1. il Consiglio Direttivo Nazionale (CDN)
  1.  
    1. il Collegio dei Revisori dei Conti

 

Articolo 11  Assemblea nazionale

  1. L’Assemblea Nazionale  è costituita dai Membri effettivi. I Membri  onorari, il CDN, i Corrispondenti stranieri e i Soci iscritti ai Club e ai Centri UNESCO possono partecipare all’Assemblea  senza diritto di voto.
  2. L’Assemblea Nazionale è convocata dal Presidente in sessione ordinaria almeno una volta all’ anno.
  3. L’Assemblea può essere convocata in sessione straordinaria su richiesta di almeno un terzo dei Membri effettivi.
  4. L’Assemblea s’intende costituita in prima convocazione, se sono presenti almeno la metà più uno degli aventi diritto; in seconda convocazione se sono presenti almeno un terzo degli aventi diritto.
  5. È prevista la possibilità di farsi rappresentare all’Assemblea per delega da un Socio del proprio Club o da un altro Delegato; una stessa persona non può cumulare più di due deleghe, compresa la propria.
  1. L’Assemblea  approva il rapporto annuale e il bilancio consuntivo, presentati dal CDN. Essa indica  inoltre le linee programmatiche della attività della FICLU per l’anno seguente e la sede della successiva Assemblea Nazionale.
  2. Le delibere e le approvazioni vengono prese a maggioranza relativa dei Delegati.
  1. L’Assemblea elegge a scrutinio segreto il Presidente, il CDN e  i Revisori dei conti.

 

Articolo 12  Presidente

  1. Il Presidente, eletto dall’Assemblea Nazionale, ha la legale rappresentanza della FICLU a livello nazionale e internazionale, convoca il CDN e l’Assemblea Nazionale.
  2. Il Presidente dura in carica tre anni ed è rieleggibile non più di due volte consecutive.
  3. Una volta terminato il suo mandato il Presidente assume la carica di Presidente Onorario ed è invitato in tale veste a partecipare senza diritto di voto alle riunioni del Direttivo FICLU.

 

Articolo 13 Consiglio Direttivo Nazionale (CDN)

  1. Il Consiglio Direttivo Nazionale è composto dal Presidente, dal Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, da un Rappresentante nominato dal Ministero degli Affari Esteri, da un Rappresentante nominato dal Ministero della Istruzione, Università e Ricerca, da un Rappresentante del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da altri Rappresentanti  dei Ministeri e da un numero di Consiglieri eletti dall’Assemblea Nazionale non inferiore a sei, con un rapporto massimo di un Consigliere per ogni 10 Club o Centri.
  2. Il Tesoriere e il Segretario sono nominati tra i Consiglieri nella prima riunione del CDN. Il Tesoriere, che può essere cooptato tra i Soci, ha il compito di svolgere gli adempimenti di natura finanziaria e amministrativa e in particolare i rapporti con gli Istituti di credito. 
  3. Tutte le cariche e le prestazioni fornite dai Soci sono gratuite, salvo eventuale rimborso delle spese  sostenute.
  4. Per garantire una rappresentanza in seno al CDN di più aree territoriali, i Consiglieri dovranno preferibilmente appartenere a Club o Centri di zone territoriali diverse.
  5. Il CDN delibera sulle attività della Federazione, sulla base delle linee programmatiche dell’Assemblea, approva annualmente la relazione delle attività svolte, il bilancio consuntivo – vistato dal Collegio dei Revisori – e il bilancio preventivo.  Delibera, inoltre, sull’ammissione , sulla  riconferma e sulla perdita della qualità di Membro.
  1. Il CDN è convocato dal Presidente, in sessione ordinaria, almeno una volta all’anno. Esso può essere convocato in sessione straordinaria su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti
  2. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza assoluta (metà +1).dei Consiglieri eletti.
  3. Il CDN, per meglio svolgere l’attività, può affidare ad altri Soci compiti esecutivi .
  1. I  componenti del CDN durano in carica tre anni e sono rieleggibili, non più di due volte consecutive.

 

Articolo 14 Vicepresidenti

  1. Il CDN nomina tra i propri Membri eletti uno o più Vicepresidenti.
  2. Il numero massimo di Vicepresidenti non può superare il rapporto di 1 a 40 dei Club e dei Centri della FICLU.
  3. Il Presidente può affidare ai Vicepresidenti l’attuazione di determinati programmi e la rappresentanza esterna nella gestione di tali programmi. In nessun caso i Vicepresidenti possono assumere la rappresentanza territoriale della FICLU, che mantiene la propria unitarietà a livello nazionale. 
  1. I Membri del CDN decaduti per dimissione o per altri motivi sono sostituiti nel corso della prima Assemblea utile e durano in carica fino al termine naturale del CDN.

 

Articolo 15 Revisori dei Conti

  1. I Revisori dei conti,  in numero di tre effettivi e due supplenti, sono eletti ogni tre anni dall’Assemblea Nazionale, a cui riferiscono ogni qualvolta questa ne faccia richiesta e almeno una volta l’anno in sede di bilancio consuntivo.

 

Articolo 16 Rappresentante dei Giovani

  1. È costituito il Gruppo di Coordinamento Giovani della FICLU, composto da rappresentanti dei Club e Centri. Le attività del Gruppo di Coordinamento dei Giovani rientrano nel quadro delle iniziative della Federazione.
  2. Un rappresentante, eletto fra i membri del Gruppo di Coordinamento dei Giovani, può partecipare, previo invito del Presidente, alle riunioni del CDN, con voto consultivo

 

Titolo IV Collegio dei Probiviri

Articolo 17 Componenti

  1. È costituito un collegio dei probiviri, composto da tre membri, di provata esperienza e conoscenza delle questioni giuridiche e della vita e delle attività del Club o della Federazione proposti dal Consiglio Direttivo e ratificati dall’Assemblea Nazionale;
  2. I probiviri durano in carica per tre anni e sono rieleggibili, non più di due volte consecutive. La loro elezione è indipendente da quella del rinnovo del Consiglio direttivo.
  3. I probiviri devono essere membri di un Club o di un Centro Unesco, ma non possono rivestire la carica di Presidente del Club o del Centro, salvo che il Centro o il Club abbia già ospitato un’Assemblea Nazionale.
  4. La carica di proboviro è comunque incompatibile con l’incarico di membro del Consiglio Direttivo Nazionale, Presidente, Revisore dei Conti, Rappresentante dei Giovani.

 

TITOLO IV Risorse finanziare, modalità di revisione dello Statuto, modalità di scioglimento e norme finali

 

Articolo 18 Risorse finanziarie

  1. Costituiscono le risorse finanziarie della Federazione:
    1. quote associative dei Membri;
    2. somme versate da  benemeriti e donazioni di  privati e Associazioni;
    3. contributi corrisposti da Ministeri, Enti Statali, Enti pubblici e Enti locali;
    4. contributi di Enti e Organismi internazionali;

 

Articolo 19 Modifiche dello Statuto

  1. Il presente Statuto può essere modificato dall’Assemblea Nazionale, riunita in sessione straordinaria, su proposta del CDN o da un terzo dei Membri dell’Assemblea stessa. La proposta di modifica va presentata al Presidente almeno tre mesi prima dello svolgimento dell’Assemblea e si intende approvata quando riscuota voto favorevole di almeno i due terzi dei presenti aventi diritto.

 

Articolo 20 Scioglimento della Federazione

  1. Lo scioglimento della FICLU è deliberato dall’Assemblea, riunita in sessione straordinaria, a maggioranza di due terzi dei presenti e votanti.
  2. L’atto di scioglimento dovrà prevedere l’obbligo di devolvere il patrimonio ad altre Associazioni o Enti aventi analoghe finalità.

 

Articolo 21 Norma di rinvio

  1. Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge in materia.
  1. I Club e i Centri hanno un anno di tempo per adeguare i rispettivi Statuti, sulla base di uno Statuto – tipo.

 

=======================================================================

TESTO APPROVATO DALL’ ASSEMBLEA  STRAORDINARIA – Arezzo 13/16 Maggio 2004 come modificato dall’ASSEMBLEA STRAORDINARIA di Bologna il 5 Aprile 2008

 

Approvato ad Arezzo il 14.5.2006 dall’Assemblea straordinaria della Federazione Italiana Club e Centri UNESCO, come modificato a Bologna dall’Assemblea straordinaria della Federazione Italiana Club e Centri Unesco il 5 aprile 2008.

STATUTO

STATUTO DEL CLUB UNESCO   di   OTRANTO
DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPO

Art.1
Si costituisce l’associazione Club UNESCO di Otranto

Art.2
L’associazione ha sede provvisoria in via delle Torri, 24

Art.3
L’associazione non ha scopo di lucro e si propone di:
- Diffondere i principi della comprensione internazionale conformemente agli ideali UNESCO e delle altre istituzioni specializzate delle Nazioni Unite
- Promuovere la conoscenza di diffusione dei principi affermati dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
- Contribuire alla formazione ambientale dei suoi membri, della comunità nazionale e della comunità internazionale, aiutandoli a comprendere i problemi di un mondo in continua evoluzione in campo scientifico, tecnologico, economico e sociale e a prepararsi ad assumere le proprie responsabilità nei confronti della comunità locale, nazionale ed internazionale
- Prendere iniziative atte a facilitare tra i soci la conoscenza dei vari paesi e regioni attraverso incontri, viaggi, scambi culturali e con iniziative che possano avvicinare persone gruppi e popoli di diverse nazionalità
- Promuovere la costituzione di gruppi di per lo studio approfondito dei problemi culturali, sociali, economici e di sviluppo che interessano l’Italia e altri Paesi nel mondo
- Partecipare alle campagne mondiali e alle altre iniziative a carattere educativo e sociale e culturale sostenute dall’UNESCO

SOCI

Art.4
L’associazione è costituita da soci che si distinguono in:
a) ordinari: coloro la cui domanda sia accettata dal Consigli Direttivo
b) fondatori: le persone che hanno partecipato alla fondazione dell’associazione e hanno sottoscritto lo statuto
c) onorari: coloro che contribuiscono in modo notevole alla realizzazione degli scopi e delle attività del Club. I soci onorari possono partecipare alle riunioni del consiglio direttivo;
d) benemeriti: coloro che provvedono al sostegno morale e contribuiscono con versamenti in denaro o altro all’incremento del patrimonio del Club.

Art. 5
I soci onorari e benemeriti sono designati dall’assemblea dei soci.

Art. 6
I soci ordinari sono tenuti a versare la quota di associazione che viene stabilita annualmente dal Consiglio Direttivo.

Art. 7
I soci partecipano ai programmi nell’ambito degli scopi del Club, secondo le direttive dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo. Il consiglio Direttivo deve costantemente essere informato di ogni iniziativa e approvare i relativi movimenti finanziari.

Art. 8
La qualità di socio si perde per dimissioni, per mancato pagamento della quota o espulsione decisa dall’Assemblea per gravi motivi.

ORGANI RAPPRESENTATIVI

Art. 9
Gli Organi del Club sono:
a) il Presidente
b) Il Consiglio Direttivo
c) L’Assemblea Generale
d) Il Collegio dei Revisori dei Conti

Art. 10
Il Presidente è eletto dall’Assemblea dei soci.  Dura in carica 4 anni ed è rieleggibile. Egli rappresenta il Club, presiede l’ Assemblea Generale ed il Consiglio Direttivo, cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea Generale e del Consiglio Direttivo. Il Presidente assume in caso di necessità i provvedimenti anche di competenza del Consiglio Direttivo, salva ratifica da chiedersi nella successiva riunione del Consiglio stesso.

Art. 11
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero non superiore a 7 membri eletti tra i soci a scrutinio segreto dall’Assemblea dei Soci a maggioranza.
I membri del Consiglio Direttivo durano in carica 4 anni e sono rieleggibili; essi sono revocabili in ogni momento con la medesima maggioranza. In caso di dimissioni di uno o più Consiglieri fino ad un massimo di tre, il Consiglio rimane in carica fino alla successiva Assemblea Generale.
In ogni altro caso il Consiglio convoca immediatamente l’ Assemblea Generale per deliberare in merito. Il Consiglio si riunisce nella sede associativa, in seduta ordinaria, almeno una volta a trimestre e tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta scritta da almeno un terzo dei suoi componenti in seduta straordinaria. per la validità delle deliberazioni occorre che sia presente la maggioranza dei componenti.

Art. 12
Il Consiglio Direttivo ha il compito di:
a) attuare gli scopi sociali. Nella sua funzione ha la più ampia libertà di scelta ed è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che per legge o statuto non siano di compito dell’Assemblea;
b) predisporre il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Generale non oltre il mese di aprile;
c) stabilire l’importo della quota sociale;
d) eleggere tra i suoi componenti un vice-Presidente che sostituisce a tutti gli effetti il Presidente in caso di sua assenza, un segretario e un tesoriere. Essi durano in carica 4 anni e non sono rieleggibili.

Art. 13
Delle riunioni del Consiglio Direttivo viene redatto, su apposito libro, il relativo verbale che deve essere sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 14
L’Assemblea Generale degli associati è costituita da tutti i soci ordinari. L’Assemblea Generale è organo deliberativo del Club con competenza generale, salvo quanto diversamente disposto nel presente Statuto. Essa esercita inoltre una funzione di controllo sugli organi esecutivi del Club.

Art. 15
I soci sono convocati in assemblea dal Consiglio Direttivo mediante comunicazione scritta, spedita a ciascun socio. L’avviso deve contenere il giorno, l’ora e il luogo dell’adunanza e l’ordine del giorno degli argomenti da trattare; esso deve essere spedito almeno 10 giorni prima della data stabilita.

Art. 16
L’Assemblea Generale si riunisce in via ordinaria una volta all’anno per approvare il bilancio consuntivo e preventivo e per il rinnovo delle cariche sociali. L’Assemblea Generale inoltre delibera sugli atti di ordinaria amministrazione e sulle proposte di modifiche statutarie, gli indirizzi e le direttive generali del Club e sulla adesione ad altre associazioni aventi fini uguali o analoghi, o all’eventuale federazione nazionale dei Club UNESCO e su tutto quanto è demandato ad essa per legge o per statuto.

Art. 17
Hanno diritto di intervenire in Assemblea e votare tutti i soci ordinari in regola con la quota associativa per l’anno in corso. I soci possono farsi rappresentare mediante delega scritta in calce all’avviso di convocazione da altri soci che non siano membri del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Revisori o legati al Club da vincolo retribuito. Ogni socio non può essere portatore di più di una delega.

Art. 18
L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei soci ordinari e in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei suoi aventi diritto.

Art. 19
L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti. E’ richiesta la maggioranza dei due terzi dei presenti per le deliberazioni aventi per oggetto le proposte di modifica dello statuto. Lo scioglimento del Club e l’approvazione del bilancio. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano le loro responsabilità, i membri del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

Art. 20
Delle adunanze dell’Assemblea viene redatto su apposito libro il relativo verbale, che deve essere sottoscritto dal Presidente, dal Segretario, nominato di volta in volta dall’Assemblea.

Art. 21
Il Collegio dei Revisori è costituito da tre revisori eletti dall’Assemblea generale a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei voti. Il Collegio rimane in carica perla stessa durata del Consigli ed è rieleggibile.

Art. 22
Il Collegio dei Revisori ha il compito di controllare l’amministrazione del Club e di redigere la relazione che accompagna i bilanci.

LIBRI SOCIALI

Art. 23
L’Associazione avrà i seguenti libri: Libro degli Associati, Libro dei Verbali dell’Assemblea, Libro delle Deliberazioni del Collegio dei Revisori, Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo, Libro di Cassa, Libro dell’Inventario.

PATRIMONIO

Art. 24
Il patrimonio del Club è costituito:
a) dalle quote sociali
b) dalle sottoscrizioni
c) da ogni altra entrata, ivi compresi i contributi di enti pubblici e privati, che concorrano ad incrementare l’attivo sociale.

Art. 25
L’esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno

Art. 26
Le entrate si dividono in ordinarie e straordinarie. Le entrate ordinarie sono costituite dalle quote versate dai soci ordinari. Sono straordinarie tutte le entrate diverse da quelle ordinarie.

Art. 27
Tutte le attività che comportino l’uso dei fondi della cassa del Club devono essere sottoposte all’approvazione del Consiglio Direttivo e le richieste devono essere accompagnate da un preventivo suddiviso in voci. A spesa avvenuta sarà necessario presentare rendiconto dettagliato corredato delle relative documentazioni.

Art. 28
In caso di scioglimento del Club il patrimonio sarà devoluto ad altre associazioni similari.

Art. 29
In caso di controversie sociali tra i soci, tra questi e il Club o i suoi organi, la soluzione viene affidata ad un collegio di tre arbitri che giudica inappellabilmente senza formalità di procedura. Il Collegio è così formato: Ognuna delle parti nomina per iscritto un arbitro e gli arbitri così designati ne nominano un terzo. Gli arbitri devono essere soci ordinari del Club. E’ esclusa ogni altra giurisdizione in merito alle controversie.

RINVIO

Art. 30
Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge in materia.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.